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Un murale per Noemi, la madre Tania: "Questa piazza è nostra, non della camorra"

Inaugurata l'opera in piazza Nazionale, a pochi passi dalla sparatoria in cui rimase ferita la bimba: "Ha ancora paura perché ricorda tutto. Cerchiamo giustizia, non vendetta"

Un murale in onore e non in memoria. Differenza sottile, ma sostanziale per ricordarci che Noemi è ancora qui, con noi, viva, simbolo delle storture di una città che stenta a guarire. Da oggi, i suoi occhi dipinti su un muretto vigilirenno su piazza Nazionale, a pochi metri dal luogo in cui, circa due anni fa, restò ferita in un agguato di camorra. 

Le parole di Tania, la madre, sono come lame di un coltello: "Questa piazza è nostra, è dei bambini, è di Noemi. Napoli è nostra, non è della camorra". La piccola oggi ha sei anni e non tornava in quel luogo dal giorno dell'agguato: "E' stato difficile convincerla - spiega Tania - le ho detto che la portavamo alle giostre".

Oggi Noemi porta un busto conseguenza di quelle ferite. Con fierezza si è avvicinata al murale e su quel muro ha apposto la sua firma. Il 18 maggio è attesa la sentenza di appello per gli autori di quell'agguato Armando e Antonio Del Re. Il primo grado li ha riconosciuti colpevoli e ha stabilito una pena di 18 e 14 anni. "Cerchiamo ancora giustizia, non vendetta. Ma questo non è compito nostro, bensì della Magistratura" afferma Tania. 

Intorno alla bimba e alla sua famiglia c'è stata la parata istituzionale. L'assessore Alessandra Clemente, Libera, il prefetto Valentini, il questore Giuliano, la IV Municipalità, il presidente della Commissione Antimafia Morra. Piazza Nazionale è un luogo abbandonato, dove spesso le regole non esistono. Da domani toccherà a loro dimostrare che lo Stato c'è. Per questo, purtroppo, non basteranno gli occhi di Noemi.     

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