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La difficile rimozione della legna

La difficile rimozione della legna

Notte di Sant’Antonio e "fuocarazzi", segnalazioni al 112: multati in 21

La pericolosa tradizione resiste al Covid. Carabinieri in azione soprattutto tra quartieri Mercato e Avvocata, dove sono riusciti ad evitare un falò che avrebbe potuto danneggiare le abitazioni vicine

Non basta l'emergenza Coronavirus per fermare la voglia, soprattutto dei più giovani, di festeggiare la ricorrenza di Sant’Antonio Abate appiccando dei falò. I carabinieri sono intervenuti in numerose occasioni per far rispettare i divieti (già imposti in passato) e le normative anti-Covid.

Nel quartiere Mercato i militari – allertati dal 112 al quale gli abitanti della zona si erano rivolti – sono intervenuti per un cumulo di legna accatastata cui dei ragazzi avevano appena dato fuoco. Mentre gli autori del falò sono scappati, i carabinieri hanno avvertito i vigili del fuoco i quali hanno domato le fiamme e messo l’area in sicurezza. Altro intervento in piazza Mercato, dove era stata segnalata la presenza di alcune persone che stavano bruciando della legna.

Nel quartiere Avvocata i carabinieri sono giunti in tempo e sono riusciti ad evitare che la legna venisse bruciata. Una fortuna, tenuto conto della quantità del materiale rinvenuto che avrebbe potuto mettere in pericolo le abitazioni poco distanti. I cumuli erano in via San Giuseppe dei Nudi ed in via Santa Monica: c'era addirittura un grosso ceppo che è stato necessario rimuovere con una ruspa. La ditta specializzata ha dovuto impiegare due camion per completare l'opera di rimozione.

Durante i controlli sono stati multate 21 persone per non aver rispettato il coprifuoco imposto dalle recenti normative anti-contagio.

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