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Corteo #StopBiocidio a Mugnano @V.Graniero/NapoliToday

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Cinquemila contro il Biocidio: a Mugnano è già "Fiume in Piena"

Un momento storico per la cittadina a nord di Napoli: una marea umana ha sfilato, pacifica e consapevole, per le vie principali ed ha attraversato anche Marano per dire basta all'avvelenamento del territorio

Anche la pioggia, ieri, non ha osato scendere sulla marcia di Mugnano. Poche gocce, ma quel temporale previsto non si è presentato: l'unico tifone sono stati loro, i cinquemila che hanno marciato con grande dignità per le vie del centro cittadino, attraversando poi anche la limitrofa Marano, per gridare "Stop al biocidio".

Una marcia composta, festosa, piena di bambini. Una marcia che ha travolto la cittadina come non era mai successo prima: è il fiume in piena che ormai non ha più nessun argine tra le province di Napoli e Caserta, quel fiume in piena che si prepara alla grande mobilitazione del 16 novembre.

Nei primi minuti, quando ormai tutto è stato fatto, tutto tentato per informare i cittadini, per coinvolgerli, per sensibilizzarli, c'è molta tensione tra le tante anime promotrici dell'evento. Ma basta poco per capire che questo è un momento davvero storico per Mugnano, che i cittadini sono accorsi a migliaia, perché ormai la consapevolezza di quello che ci accade intorno è diffusa. In tantissimi hanno deciso di scendere in piazza, mai così tanti prima d'ora, in una cittadina che, come le altre province vicine, conta troppi ammalati e troppi morti. "Un'evidenza - si ripete al megafono, e lo dicono anche i locali medici di base, molti dei quali presenti alla mobilitazione - che non ha bisogno di altri studi, una percezione netta da queste parti, dove quasi in ogni famiglia ormai c'è un caso di tumore".

"Rispondiamo così alle logiche criminali che ci hanno devastato, alle collusioni tra istituzioni e camorra che hanno fatto scempio del territorio, ai pentiti di camorra che non rispettiamo e che dicono che moriremo tutti. Rispondiamo con una marcia piena di dignità, per dire che non ci arrendiamo, che la cittadinanza c'è e si riprenderà quel che gli spetta: la vita".

"E' la più bella manifestazione che Mugnano abbia mai visto" concordano tutte le realtà territoriali promotrici dell'evento, "La popolazione risponde con rabbia, indignazione e dignità al dolore che le è stato causato".

Tanti i motivi per protestare, ma tante anche le consapevolezze: "Vogliamo i nomi dei responsabili, non è possibile che nessuno paghi per la devastazione e il dolore causati. Vogliamo un controllo serio del territorio per stoppare roghi e sversamenti abusivi. Vogliamo che si promuova un ciclo virtuoso dei rifiuti e non discariche e inceneritori. Vogliamo sapere quali sono i terreni contaminati e vogliamo parlare seriamente di soluzioni: di decontaminazione, di tecniche di coltivazione no food, di come evitare la distruzione anche economica di questo territorio. E non vogliamo che le bonifiche diventino il nuovo business in mano a chi fino ad oggi ha inquinato, la popolazione deve esserci, deve controllare, deve sapere".

Il corteo si fa sempre più lungo, man mano si aggiungono anche gruppi provenienti da cittadine vicine ed è così che a Piazza Municipio c'è un incontro molto emozionante con i cittadini di Giugliano, arrivati con lo striscione contro l'inceneritore. "La battaglia contro la devastazione è unica e riguarda l'intero ciclo di avvelenamento, dai roghi, agli interramenti fino agli inceneritori e alle discariche - si dice al megafono - e dobbiamo portarla avanti tutti uniti".

Quando la lunga marcia attraversa Marano, passando per la rotonda 'Rosa dei Venti' (più nota come Titanic), nessuno dimentica l'importanza storica del luogo: simbolo della battaglia popolare contro la discarica di Chiaiano (combattuta fianco a fianco con i comitati Maranesi, presenti alla mobilitazione), oggi chiusa (anche se non piena) proprio grazie a quelle lotte di tanti cittadini che non si sono mai arresi, nonostante le offese, gli scontri e le umiliazioni (additati persino come camorristi). Una discarica che era stata proposta come 'esemplare', un 'modello da esportare' e che invece ha causato disagi indescrivibili ed enormi danni: "Per un anno e mezzo  i cittadini di Mugnano, Marano e del quartiere napoletano di Chiaiano sono stati prigionieri in casa propria, con le finestre sbarrate per proteggersi dagli insopportabili miasmi".

La mobilitazione si conclude a via Di Vittorio, davanti alla stadio comunale di Mugnano. Non è un caso, il luogo di arrivo della marcia è stato scelto per diverse ragioni: innanzitutto perché questa struttura è dedicata ad Alberto Vallefuoco, vittima innocente della camorra. In secondo luogo, accanto allo stadio c'è la Villa Comunale 'Rodari', chiusa ormai da molti anni e lasciata in pieno degrado: "dobbiamo riprenderci gli spazi di aggregazione, vogliamo vederli aperti, appartengono alla cittadinanza e sono il simbolo di una migliore qualità della vita". Infine, proprio da qui, dovrebbe partire, il primo dicembre prossimo, una seconda marcia organizzata dalla comunità cattolica del territorio. Un passaggio di testimone quindi, un braccio teso che unisce tutte le lotte che hanno lo stesso obiettivo: un salutarsi dandosi già un appuntamento, per non perdersi, perché la battaglia continua.

E la battaglia continua già sabato prossimo, ricordano infine gli organizzatori: "A Napoli, il 16 novembre, a Piazza Mancini partecipiamo tutti. Partecipiamo come cittadini mugnanesi, l'appuntamento è alla metropolitana di Mugnano alle ore 12.30".

Nelle stesse ore, ieri, anche a Caserta la gente in massa si è riversata in strada: ventimila i manifestanti. Venerdì grande partecipazione anche a Casalnuovo. Ovunque, ormai, è già 'fiume in piena'.


 

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