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Mugnano - approvazione delibera contro inceneritore @V. Graniero/NapoliToday

Mugnano - approvazione delibera contro inceneritore @V. Graniero/NapoliToday

Mugnano vota 'No' all'inceneritore: approvata la delibera in Consiglio Comunale

Il documento sancisce l'impegno ad opporsi alla costruzione di un impianto a Giugliano, promuovere bonifiche e contrastare nuove discariche e inceneritori. Partecipano alla discussione anche i comitati: "Questa è una battaglia contro l'ecomafia"

Una giornata importante, quella di oggi 2 ottobre 2013, per il Comune di Mugnano, in cui si mette un punto fermo ed ufficiale alla questione che riguarda la costruzione di un inceneritore a Giugliano. Dopo due sedute convocate a settembre, scioltesi prima che si potesse discutere dell'inceneritore, finalmente i 21 consiglieri oggi presenti, hanno votato all'unanimità una delibera di netta opposizione all'impianto.

L'inizio del Consiglio è stato burrascoso, con una discussione che ha visto coinvolti alcuni consiglieri e il presidente e che ha portato alcuni dei presenti ad uscire dall'aula. Un momento delicato, in cui la prosecuzione del Consiglio è sembrata a rischio e che ha provocato indignazione tra i cittadini spettatori. Per fortuna, gli animi si sono sedati e l'importante e tanto attesa discussione sull'inceneritore è potuta iniziare ufficialmente.

Dopo vari i interventi dei consiglieri e del sindaco Giovanni Porcelli (che ha sottolineato l'importanza di iniziare rapidamente le bonifiche del territorio e la necessità che arrivino i fondi utili o che sia data la possibilità di istituire una tassa di scopo), che hanno dimostrato l'unità di intenti, è stato approvato un documento che impegna a chiedere il ritiro immediato del bando di gara per l'impianto di Giugliano oltre che a ribadire con forza l'assoluta contrarietà ad ogni inceneritore e discarica. "Il trattamento che prevede la combustione dei rifiuti - si legge nel documento -, oltre ad aumentare la concentrazione di gas serra in atmosfera, produce sostanze inquinanti e nanopolveri nocive per l'uomo. In alternativa vanno promosse e rivendicate la raccolta differenziata porta porta, il riuso e la riduzione dei materiali superflui, il trattamento a freddo degli scarti residui. Tutte alternative che permettono un risparmio energetico e favoriscono la sostenibilità ambientale del territorio"

Con la deliberata approvata, inoltre, il consiglio dà mandato "alla giunta e al sindaco di nominare un legale di fiducia dell'ente che di concerto con gli avvocati già indicati dagli altri comuni a nord di Napoli ed a sud di Caserta darà vita ad un collegio difensivo congiunto". Tutte le strade per l'opposizione all'impianto sono dunque aperte, comprese quelle legali.

Un altro punto importante del documento riguarda l'impegno a costituirsi parte civile in tutti i processi di ecomafia di competenza del territorio a nord di Napoli.
Inoltre nella delibera si parla anche di promuovere e sollecitare le bonifiche, di promuovere politiche di investimenti per i servizi sanitari di epidemiologia, assistenza e prevenzione, di promuovere un tavolo tecnico-scientifico con la partecipazione dei comuni e dei cittadini a nord di Napoli per trovare soluzioni allo smaltimento delle balle di rifiuti  di sostenere in ogni modo una politica volta ad un ciclo virtuoso dei rifiuti con progetti innovativi che non prevedano più discariche e inceneritori.

Alla delibera sono stati integrati anche due documenti presentati dai consiglieri Bocchetti e Vallefuoco.

Hanno potuto portare il proprio contributo, aprendo di fatto la discussione su inceneritori e business dei rifiuti, anche alcuni esponenti dei comitati e del Movimento 5 Stelle. Egidio Giordano del Comitato Civico Cambiamo Mugnano (ed esponente della Rete Commons) ha sottolineato in particolare il profondo legame che su questo 'affare dei rifiuti' da sempre c'è stato tra politica e malaffare. Un contributo, quello di Giordano, molto importante e lungamente applaudito dalla cittadinanza accorsa ad ascoltare la discussione in aula consiliare. "La battaglia contro l'inceneritore - ha detto l'attivista - è una battaglia all'ecomafia, di questo dobbiamo essere tutti consapevoli. Dicendo 'No' all'impianto a Giugliano mettiamo un punto, chiariamo che siamo contrari e ci battiamo contro la connessione esistente tra chi vuole un ciclo integrato dei rifiuti e il malaffare. Si tratta di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni".

Umberto Zucconelli, del M5S, ha, invece, spiegato con cura che tipo di pericoli produce un inceneritore, sfatando il mito dell'impianto creduto innocuo. "Per le nanoparticelle non ci sono filtri, inoltre un terzo di quanto prodotto deve finire in discariche speciali come rifiuto tossico. Non esiste l'inceneritore 'Chanel n.5' " ha spiegato Zucconelli, che ha proseguito: "A Giugliano c'è l'aggravante che l'impianto dovrà bruciare le ecoballe che notoriamente contengono tal quale e rifiuti pericolosi. Da nessuna parte si potrebbero bruciare, ma forse ritengono che a nord di Napoli abbiamo un diverso DNA". "Siamo in guerra e dobbiamo decidere da che parte stare" è la conclusione, applauditissima, degli attivisti.

Le riflessioni sono anche partite da un importante dato di fatto: Mugnano è il comune a nord di Napoli (ASL Napoli 2) in cui la percentuale di tumori è la più alta e non può che essere in prima linea in questa lotta.

E si tratta solo dell'inizio della battaglia, adesso questa delibera dovrà essere seriamente applicata coinvolgendo l'intera cittadinanza nella lotta per la salvezza del territorio.
 

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