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De Iesu sul caos movida: "Branchi vengono dai quartieri periferici"

Il questore parla della movida a Napoli e degli interessi in gioco. «Ci vorrebbe un algoritmo della Nasa»

Si inserisce anche il questore di Napoli, Antonio De Jesu nella polemica innescata dall'intervento in consiglio comunale di Stanislao Lanzotti di Forza Italia. Anche il numero uno della polizia napoletana ha parlato del raid dello scorso week-end a Chiaia e dell'impatto che hanno sul centro cittadino i gruppi di giovani leve della malavita della periferia. In consiglio comunale Lanzotti ieri ha definito feccia coloro che arrivano dalla periferia e sparano sui cittadini riferendosi proprio all'episodio di Chiaia. Anche il questore ha dato un punto di vista non molto distante.

«La movida si concentra in alcune aree molto ristrette della città di Napoli che vengono fruite da gruppi, e in alcune casi branchi, di soggetti che si aggregano, vengono dai loro quartieri periferici, portano nel centro il loro stile di vita, il loro atteggiamento comportamentale, il loro disagio, la devianza, frutto di quei quartieri». Anche De Iesu identifica nelle periferie uno dei serbatoi principali di disagio e criminalità con giovani che poi frequentano gli stessi luoghi della movida dei propri coetanei di altre zone della città.

Il questore ha poi espresso il proprio disappunto riguardo le polemiche che provengono da varie parti della città. «In questo momento si dovrebbe trovare una sintesi tra la legittima esigenza dei giovani di godere del divertimento, le legittime esigenze dei residenti di trovare serenita' e tranquillita', la legittima esigenza degli imprenditori che vogliono operare. Il problema e' che servirebbe un algoritmo della Nasa per fare questa sintesi».

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