Movida: il Tar boccia l'ordinanza di de Magistris

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso della Regione. Resta la chiusura dei locali all'1 e alcolici fino alle 22

Ci ha pensato il Tar della Campania a scrivere il primo capitolo del match a suon di ordinanze tra il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. L'oggetto del contendere erano di chiusura dei locali nei quartieri della movida. Il tribunale amministrativo ha dato ragione alla Regione ritenendo illegittima l'ordinanza comunale. Il Tar con questa sentenza di fatto annulla l'ordinanza del 29 maggio scorso firmata dal sindaco de Magistris che però potrà ricorrere al Consiglio di Stato per impugnare la sentenza.

La sentenza

I giudici amministrativi ritengono legittima l'azione della Regione in virtù di un possibile "aggravamento del rischio sanitario anche in ambito ultracomunale, atteso il prevedibile afflusso dai comuni limitrofi, se non da tutta la provincia, sul territorio del comune Napoli in ragione dei più ampi orari previsti dall'ordinanza sindacale e delle eventuali attività ludiche dalla stessa consentite". Il tribunale, presieduto dal giudice Salvatore Veneziano, ha ritenuto di dirimere la materia anche per evitare conflitti di interpretazione delle ordinanze in contrasto tra loro. I magistrati sottolineano la "situazione di incertezza" derivante dalle due distinte ordinanze "differenziate e contrastanti" al punto tale da "ingenerare oggettivi dubbi sulla liceità dei comportamenti da tenere, da parte degli operatori economici e degli avventori, e conseguenti criticità nello svolgimento delle attività di verifica e controllo da parte degli operatori a ciò deputati, con potenziali rischi di ordine pubblico".

Le due ordinanze contrapposte

L'ordinanza n.248 del Comune di Napoli prevedeva che nel fine settimana i locali potessero rimanere aperti fino alle 3.30 del mattino e nei giorni feriali fino alle 2 e 30. Un atto ritenuto dai magistrati amministrativi "in senso difforme, ed ampliativo, rispetto a quanto al riguardo previsto dalla ordinanza del presidente della Regione Campania n.53 dello stesso 29 maggio". De Luca aveva, infatti, imposto la chiusura dei locali all'1 di notte e ridotto la possibilità di asporto e consumo di bevande alcoliche alle 22. All'indomani dell'ordinanza del primo cittadino partenopeo la Regione Campania, rappresentata dagli avvocati Almerina Bove, Michele Cioffi, Massimo Consoli e Tiziana Monti, aveva immediatamente presentato ricorso anche nell'ultimo fine settimana le due ordinanze sono state in contrapposizione tra loro generando non pochi problemi agli esercenti. La questione è, per ora, risolta a favore del presidente De Luca.

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