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L'addio a "Sasà", l'agente napoletano morto nelle ricerche di Isabella Noventa

Rosario Sanarico, Ispettore Superiore della Polizia di Stato, subacqueo, era nato a Napoli il 10 ottobre del 1963

"È morto un operatore di grandissima bravura e di grandissima esperienza". Così il Capo della Polizia Alessandro Pansa riflettendo sull'incidente mortale occorso nel Brenta, a Padova, al sub spezzino della Polizia Rosario Sanarico. "Io ho condiviso con lui anche la mia passione di subacqueo - ha aggiunto Pansa - facendo molte immersioni con l'ispettore che io chiamo ancora 'Sasà', perché questo era il nome che tutti quanti i suoi colleghi e i suoi amici usavano per lui. Era un uomo molto generoso, molto bravo e che probabilmente fidando troppo della sua bravura, della sua generosità ha messo a rischio la sua vita e ha dato la sua vita per il suo lavoro, per la sua divisa, per la sua attività nella quale credeva profondamente. Noi siamo vicinissimi alla famiglia".

Rosario Sanarico, Ispettore Superiore della Polizia di Stato, subacqueo, era nato a Napoli il 10 ottobre del 1963 e dopo essere entrato in Polizia non ancora ventenne, nel 1984 era stato assegnato al Centro Nautico e Sommozzatori della Polizia di Stato di La Spezia. Qui frequentava il corso per operatore subacqueo come primo passo di una lunga serie di abilitazioni professionali conseguite in questo particolare settore operativo che lo hanno portato ad assumere incarichi di crescente importanza nell´ambito del nucleo sommozzatori del CNeS di La Spezia.

Nel corso della sua trentennale attività, aveva acquisito una notevolissima esperienza partecipando ad un gran numero d´interventi, spesso svolti in condizioni ambientali molto difficili, come ad esempio i soccorsi in occasione del naufragio della Costa Concordia, tanto da diventare uno dei sommozzatori della Polizia più esperti e apprezzati anche fuori dall´ambiente professionale per il suo carattere generoso e leale. Il suo curriculum professionale vanta anche numerosi riconoscimenti conseguiti per l´attività svolta tra cui l´Attestato di Pubblica Benemerenza" come testimonianza per l´opera e l´impegno prestato in interventi di protezione civile.

Per le sue spiccate doti umane e professionali "Sasà" Sanarico era considerato dai dirigenti del Centro Nautico di La spezia un prezioso collaboratore ed era diventato un punto di riferimento per tutti i sommozzatori della Polizia di Stato. Lascia la moglie Antonella ed i figli Alessio ed Annavera.

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