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L'ideatore del Neapolis ricorda Prince: "Quel concerto del '90 in Campania..."

L'artista scomparso ieri si esibì a Cava de' Tirreni. Una performance entrata nella storia, e sulla quale si raccontano anche alcuni aneddoti tra verità e "leggenda rock"

Sigfrido Caccese, l'ideatore del Neapolis Rock Festival, ha ricordato sulle pagine di Repubblica e sul suo profilo Facebook Prince, scomparso ieri. Era il 1990, e Caccese faceva esperienza a Cava de' Tirreni, dove numerosi artisti internazionali si stavano esibendo grazie all'indimenticato Franco Troiano.

Era il 18 luglio 1990. Prince si esibiva allo stadio Simonetta Lamberti per una tappa del suo “Nude tour”. Era all'apice del successo. “Abbiamo avuto la fortuna di averlo a Cava – racconta il promoter – Uno spettacolo incredibile per chi ha avuto la fortuna di viverlo e un grande rimpianto per chi, in quegli anni, era troppo giovane o non era ancora nato. Ci mancherà”.

Per Caccese "uno dei concerti più belli di tutta la mia vita". "Ricordo che non parlò nemmeno col pubblico. Solo musica. No stop”. “Si muoveva come un folletto sul palco – spiega l'ideatore del Neapolis – davanti a quel grande cuore rosa, unico vezzo scenografico, il simbolo del suo tour. Era molto schivo. Lavoravo sia alla produzione che alla biglietteria, nonché ai rapporti istituzionali con Napoli, ho quindi potuto seguire in ogni momento quell’evento. Arrivai persino a stringergli la mano, prima di essere spintonato via da una sua guardia del corpo. Ma ne valse la pena”.

Quindici canzoni in scaletta, 13mila spettatori paganti. Non tantissimi, ma è un concerto che ha lasciato il segno Anche per quello che accadde prima e dopo. Innanzitutto le prove. "Prince chiese a tutti di andar via. Non voleva nessuno attorno durante i suoi test, nemmeno gli operai al lavoro sul palco, per non parlare di curiosi o non addetti ai lavori”. Nel giorno dell’esibizione, volle un pianoforte nel camerino. "Prince passò tutto il tempo a suonare quel piano. Per più di due ore, senza mai staccarsi. Eseguiva i brani della tracklist – va avanti il promoter – improvvisava altri motivi, omaggi ad altri cantautori. Lo ascoltammo tutti rapiti: il suono rimbombava per tutto il backstage”.

Ancora più clamoroso l'epilogo. Il concerto di Torino, due giorni dopo, saltò. Sulle ragioni nessuna motivazione ufficiale, solo leggende. C'è chi dice che i 12 tir che portavano l’attrezzatura si fossero persi in autostrada tra Napoli ed il capoluogo piemontese; oppure che Troiano non facesse lasciare la città ai camion, dato che la produzione secondo i patti doveva saldargli le spese in cui non era rientrato a causa della non soddisfacente vendita dei biglietti. Caccese nega: "Posso assicurare che quei camion non furono affatto sequestrati. Credo che, semplicemente, Prince volesse lasciare l’Italia, forse deluso dalle scarse vendite".

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