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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

Addio a Nicola Materazzi, orgoglio della Federico II: progettò la Ferrari F40

L'ingegnere cilentano si è spento a 83 anni

È morto ad 83 anni l'ingegner Nicola Materazzi, il papà della Ferrari F40, nonché tra i principali specialisti italiani di turbocompressori su cui aveva lavorato dagli anni settanta. A lui si devono anche la Ferrari 288 GTO, la Bugatti EB110 e la B Engineering Edonis.

Materazzi, nato in Cilento, a Caselle in Pittari, e vissuto a Sapri dove è morto nella notte, all'Università di Napoli Federico II si è laureato in Ingegneria Meccanica. Dopo un primo lavoro nel capoluogo campano è assunto nel team tecnico Lancia a Torino, in qualità di specialista di calcoli su telaio, sospensioni e strutture sterzo. A lui si deve lo sviluppo della Lancia Stratos per i Rally. Dal 1971 è responsabile Ufficio Calcoli e dal 1974 è passato al Reparto Corse, lavorando team di progettazione e diventando responsabile dell'applicazione del Turbo e dello sviluppo sull'aerodinamica della Stratos Silhouette Gruppo 5.

Nel 1978 è chiamato alla Abarth per progettare la vettura Formula Fiat Abarth, per la formazione di giovani piloti: progetterà auto di Formula 1 con la Osella. L'anno dopo l'arrivo al Reparto Corse Ferrari, come responsabile Ufficio Tecnico. A lui si deve l'adozione dei motori turbo per il Cavallino a cui è legata la sua creatura più nota la F40, e anche i motori della 328 Turbo, 288 GTO, 288 GTO Evoluzione, Testarossa, 412 GT.

Forbes colloca Materazzi, che a 21 anni aveva costruito un Kart, tra i 10 migliori ingegneri meccanici al mondo e, in assoluto, tra quelli che avevano rivoluzionato la storia dell'auto.

"È morto un grande ingegnere e un grande uomo che tra le tante progettazioni ne realizzò una anche per i giovani piloti". Così Vincenzo Demasi, presidente dell'Automobile Club Salerno che aggiunge: "Un uomo che ha dimostrato quanto sia importante la vicinanza ai giovani e la loro formazione. L'avergli assegnato il Volante d'Oro è stato un giusto riconoscimento e anche la testimonianza di questi valori che l'Aci fa propri dalla sua istituzione". "È una grave perdita per il mondo dell'automobilismo internazio... - afferma Giovanni Caturano, direttore dell'Automobile Club Salerno -. Le sue conoscenze maturate nella ricerca applicata sono ormai patrimonio dell'ingegneria meccanica, ma con la morte dell'ingegnere Materazzi si perde un pezzo di storia dell'innovazione che aveva un Salernitano come protagonista, a dimostrazione che l'impegno, lo studio e la motivazione possono portare a grandi successi. Mancheranno certamente ai progettisti di domani i consigli di un uomo che aveva pensato e realizzato quelle che sarebbero state grandi innovazione nell'automobile".

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