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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca Chiaia

Tragedia sul Lungomare: Giuseppe investito e ucciso da un'auto in corsa

La tragedia è avvenuta a pochi passi dal luogo dove morì Elvira Zibro

Dopo la tragedia di Elvira Zibro, travolta e uccisa a 34 anni da una moto pirata mentre attraversava le strisce pedonali a via Caracciolo, il lungomare di Napoli è stato teatro di un altro gravissimo incidente. Un uomo, Giuseppe Iazzetta, che portava a spasso il proprio cane, è stato investito mentre attraversava la strada a Piazza Sannazaro, all’incrocio con via Caracciolo, da un'auto in transito.

Inutile il ricovero in ospedale

L'episodio è stato riportato da una familiare dell’uomo: “Si deve intervenire al più presto per fare in modo che la gente non continui a morire per questi incidenti. Mio cognato è stato investito in piazza Sannazzaro mentre portava il cane a spasso. È stato ricoverato al Cardarelli in condizioni drammatiche ma non c e l’ha fatta.

Aveva 62 anni, lascia due figli e una moglie. I semafori sono lampeggianti in determinati orari e a causa di guidatori incivili e spericolati si rischia la vita in quella zona ogni volta che si attraversa la strada. Se magari avessero funzionato non sarebbe stato investito ma credo sia anche colpa della velocità dell’auto, che dopo l’impatto si è fermata per offrire soccorso, dato che Giuseppe è stato sbalzato per una ventina di metri ed ha battuto forte la testa".

"Servono dossi anti-velocità"

“Da tempo chiediamo misure per contrastare la velocità e che combattano i pirati della strada. Abbiamo chiesto agli uffici tecnici del comune di verificare la condizione dei semafori a Piazza Sannazaro lato via Caracciolo e soprattutto vogliamo dossi anti velocità e controlli a tappeto subito. Purtroppo dalla morte di Elvira Zibro non è cambiato nulla.

L’incolumità dei cittadini deve essere una priorità, basta tragedie. E' inaccettabile che le determinate strade della nostra città siano utilizzate come piste da corse per automobilisti e motociclisti incoscienti. Quanti morti dobbiamo ancora piangere prima che si intervenga in modo risoluto? Si è aspettato e tollerato troppo”, ha nno commentato il consigliere Borrelli e Gianni Simioli.

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