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Morte Ugo Russo, la difesa chiede altre verifiche: udienza rinviata |VIDEO

Il gup avrebbe dovuto decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario a carico del carabiniere che il 1 marzo 2020 avrebbe sparato alla testa del 16enne mentre era in fuga, uccidendolo. I suoi avvocati hanno chiesto di interrogare il perito balistico: nuova seduta fissata per il 9 marzo

Bisongerà attendere il 9 marzo 2023 per sapere se verrà rinviato a giudizio per omicidio volontario pluriaggravato il carabiniere Christian Brescia che il 1 marzo 2020 avrebbe sparato alla testa di Ugo Russo mentre era in fuga. Oggi, 8 febbraio, si è tenuta la prima udienza preliminare, ma oltre ad ammettere la famiglia del ragazzo come parte civile, il giudice ha accordato alla difesa la possibilità di interrogare il perito balistico che ha realizzato il report per la Procura. "Noi aspettiamo - ha dichiarato Enzo Russo, il papà di Ugo - Abbiamo fiducia e aspettiamo. Noi vogliamo conoscere la verità su quella notte, vogliamo che chi ha sbagliato paghi". Durante tutta la mattinata, il Comitato verità e giustizia per Ugo Russo ha tenuto un presidio all'esterno del Tribunale di Napoli. 

I fatti

La notte del 1 marzo 2020, Ugo Russo, insieme a un complice, hanno avvicinato un'automobile parcheggiata a Santa Lucia. Ugo, armato di una pistola giocattolo, ha tentanto un rapina al conducente della vettura, un carabiniere fuori servizio. Secondo quanto ricostruito dai pm, il militare Christian Brescia avrebbe esploso due colpi con la pistola d'ordinanza mentre Ugo era vicino alla vettura, ferendolo alla spalla. Il 16enne, poi, sarebbe scappato e, durante la fuga, il carabiniere avrebbe mirato e sparato altri colpi mentre il giovane era di spalle, quindi, non più pericoloso. Uno di questi proiettili avrebbe colpito Ugo Russo in testa, uccidendolo.

Le indagini

E' stato immediatamente aprto un fascicolo di indagine con l'ipotesi di reato di omicidio volontario. Indagini che sono durate quasi tre anni, complici i ritardi dovuti al Covid, ma anche la richiesta da parte dell'accusa di incidente probatorio. La chiusura del lavoro investigativo è giunta a novembre 2022, con la richiesta, da parte dei pm, di rinviare a giudizio il carabiniere per omicidio volontario pluriaggravato perché avrebbe sparato a una persona di spalle, in fuga e non più pericolosa.  

La famiglia di Ugo Russo

Enzo Russo, il padre di Ugo Russo ha, da subito, riconosciuto che il figlio avesse commesso un errore grave, aggiungendo però che non avrebbe dovuto pagare con la morte. "Noi stiamo pagando tutti i giorni da tre anni - ha aggiunto - paghiamo con il dolore, con i continui attacchi. Paghiamo con il degrado dei quartieri in cui viviamo. Viviamo nel fango e nessuno viene ad aiutarci a rialzarci. Vuol dire che lo faremo da soli. Sarà un processo lungo e duro. E noi siamo pronti ad affrontarlo". 

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