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Ugo Russo, dopo un anno l'autopsia è ancora un mistero. Mille in corteo per chiedere verità

Il 1 marzo 2020 il 15enne fu ferito mortalmente da colpi d'arma da fuoco esplosi da un carabiniere dopo una tentata rapina. A 12 mesi dalla sua scomparsa non sono stati resi noti passi avanti nell'inchiesta. I familiari e alcune associazioni cittadine hanno organizzato un sit in di protesta

 

I genitori di Ugo Russo piangono mentre leggono le lettere che hanno scritto in memoria del figlio. E' passato quasi un anno. Era il 1 marzo quando Ugo, che aveva tentato una rapina ai danni di un carabiniere fuori servizio, fu ucciso dai colpi di pistola esplosi dallo stesso militare. 

Un anno in cui la città si è divisa in due. Su tutto. Sulle colpe, sul significato della parola giustizia. Persino su un mulare, dichiarato abusivo dal Comune di Napoli per poi scoprire che abusivo non è, tanto che il Tar ne ha sospeso la cancellazione. Ma mentre la città si è divisa, sono trascorsi 12 mesi e ancora non si conoscono i risultati dell'autopsia sul corpo del ragazzo. Non sono sono stati resi noti passi avanti nell'inchiesta per omicidio che coinvolge il carabiniere.

Ed è per questo che circa mille persone si sono ritrovate in Largo Berlinguer. Non solo familiari e amici, ma anche associazioni, rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni. "Ci attaccano in ogni modo - ha dichiarato Enzo Russo, il padre di Ugo - ci vogliono schiacciare. Non capisco il perché. Abbiamo perso un figlio, siamo morti con lui un anno fa. E' vero, stava facendo una cosa sbagliata. Avrebbe pagato, ma certamente non meritava una condanna a morte. Noi vogliamo sapere che cosa è accaduto quella notte". 

Alla manifestazione ha preso parte anche Ascanio Celestini, volto noto del teatro, non nuovo ad azioni di impegno civile: "Ci focalizziamo sempre sui momenti successivi al una tragedia. Ci affrettiamo ad etichettare, a fare polemica. Analizziamo poco le vite delle persone, che sono molto più simili di quanto si voglia credere. Ci diciamo che 'il ragazzo se l'è cercata', ci diciamo che non è colpa nostra. E' falso, è proprio una nostra responsabilità in quanto membri di una comunità e ci dobbiamo fare carico di ciò che è accaduto. Non dobbiamo lasciare questa famiglia fuori dalla comunità. Quello sì che sarebbe un regalo alla malavita".   

Dopo alcuni interventi in Largo Berlinguer, in centinaia hanno percorso via Toledo portando cartelli con il volto di Ugo Russo. Il corteo è giunto a Santa Lucia, in via Orsini, dove il 15enne ha perso la vita e dove la madre Sara ha posato un mazzo di fiori tra le lacrime. 

Foto Alessandra De Cristofaro per NT

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