Morte Ugo Russo, genitori incatenati al Tribunale. Il padre: "Novità entro pochi giorni"

Sit in di protesta dei parenti del giovane ucciso 15 mesi fa da colpi di arma da fuoco esplosi da un carabiniere in seguito a una tentata rapina. La madre: "Non sappiamo neanche i risultati dell'autopsia"

Quindici mesi sono passati dalla morte di Ugo Russo. Quindici mesi di silenzio. Un silenzio talmente insopportabile da spingere i genitori del 15enne ad incatenarsi davanti al Tribunale di Napoli. "Non viviamo più, non riusciamo a dormire. Vogliamo sapere che cosa è accaduto quella notte" le parole di papà Enzo e di mamma Sara. 

Nel febbraio 2020, Ugo fu protagonista insieme ad un complice di una tentata rapina a un carabiniere fuori servizio. Nella fuga, il militare esplose diversi colpi di pistola verso il giovane uccidendolo. "Sappiamo che Ugo ha sbagliato - afferma il padre - ma doveva essere arrestato, non certo ucciso". L'ultima notizia relativa a questa vicenda risale all'8 marzo 2020, giorno dell'autopsia sul corpo del ragazzo. Poi più nulla si è saputo.

Il carabiniere è indagato per omicidio volontario e a marzo del 2021 sono scaduti i dodici mese destinati alle indagini preliminari. Nonostante ciò, dall Procura di Napoli non trapelano elementi ufficiali. Pochi minuti dopo l'inizio del sit in davanti al Palazzo di Giustizia, Enzo Russo è stato convocato dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno, per tornare dopo un'ora circa: "Mi hanno detto che con la normativa Covid i tempi si sono allungati di altri 60 giorni (anche in questo caso sarebbero già scaduti, ndr), ma che tra pochi giorni sapremo se ci sarà la chiusura delle indagini o un'ulteriore richiesta di approfondmenti". 

L'incontro ha spinto i familiari di Ugo a sciogliere il presidio, ma l'attesa resta alta: "Mio figlio ha sbagliato, ma non doveva morire quella sera" grida Sara. 

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