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Don Patriciello: "Michele non voleva uccidere Paola. Voleva solo riportarla a casa"

Il parroco del Parco Verde di Caivano: "La famiglia è distrutta, ma smentisce che il fratello possa aver speronato la giovane. Per la coppia c'erano molti problemi economici. Lo Stato ha abbandonato questo luogo e se ne ricorda solo dopo le tragedie"

 

L'acqua sgorga ancora dalla pompa di via degli Etruschi dove ha trovato la morte Paola Gaglione, 18 anni. Sul ciglio della strada, pochi fiori, una croce e due lettere. "La mia unica sorella è volata via - si legge su biglietto, firmato Roberta - Proteggi la mia famiglia da lassù". Il resto è illeggibile, parole rese sbiadite su fogli di carta inzuppati. Sbiaditi e confusi come i pensieri del popolo del Parco Verde di Caivano, svegliato da un altra tragedia, anni dopo quello che coinvolse la piccola Chicca Loffredo. 

Allora, come oggi, a curare le ferite di una comunità dimenticata da tutti c'è don Maurizio Patriciello che ha battezzato Paola e anche Ciro, il ragazzo trans di cui la giovane si era innamorata, scatenando le ire della famiglia. "Non erano pronti ad accettare quel tipo di rapporto - spiega Patriciello - ma c'era dell'altro. Erano preoccupati perché Paola e Ciro non avevano una casa dove andare, non avevano un lavoro e perché lei aveva deciso di abbandonare il corso per estetista". 

Il parroco del Parco Verde conosce bene anche Michele, il fratello di Paola, che domenica ha inseguito i due in sella al suo motorino fino ad Acerra, in via degli Etruschi: "A questo punto ci sono due versioni - afferma don Maurizio - c'è chi sostiene che Michele abbia speronato il motorino con Paola e Ciro e poi c'è la versione della famiglia, che lo smentisce. La verità la stabiliranno gli inquirenti. Ciò che posso dire è che Michele lo conosco da bambino. Non è un violento. Io non credo che lui li abbia inseguiti per uccidere, ma solo per riportare la sorella a casa". 

Sullo sfondo di questa tragedia c'è il quadro desolante di Parco Verde, una delle più grandi piazze di spaccio d'Europa, dove il tasso d'istruzione è bassissimo e quello di disoccupazione altissimo; dove le scuole chiudono invece di aprire, dopo lo Stato arriva solo dopo una morte: "Già ai tempi della piccola Chicca, quando si spensero i riflettori, qui non restò nulla e non è cambiato nulla. Succederà anche stavolta. Questi luogo non sarebbero dovuti nascere".  

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