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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Giovane trovato impiccato, la famiglia: "Non si è ucciso, si faccia subito l'autopsia"

Il decesso di Massimo Melluso, 31enne di Villaricca, lascia dubbi: "Era sereno e non aveva motivi per togliersi la vita, qualcuno ha usato il suo cellulare dopo il decesso"

Massimo Melluso, 31enne di Villaricca, è stato trovato impiccato a una trave nel capanno dove allevava conigli, a Ventimiglia di Sicilia il 26 giugno. Il giovane, conosciuto da tutti come "Alessio", già da diversi anni viveva in provincia di Palermo, assieme al suo compagno. La famiglia del giovane, però, non crede al suicidio e, attraverso l'avvocato Beniamino Esposito, ha chiesto formalmente alla Procura di Termini Imerese che venga eseguita l'autopsia sulla salma, come spiega PalermoToday.

Le parole dell'avvocato di Melluso a PalermoToday

I resti di Melluso nel frattempo sono già stati trasferiti in Campania, anche perché la sua famiglia ha maturato dei sospetti sul decesso soltanto nei giorni successivi, tanto che la stessa notizia del suicidio è trapelata solo ora. In particolare, come spiega il legale dei parenti, il telefono della vittima sarebbe stato utilizzato anche dopo la sua morte, sarebbero stati compiuti degli accessi sul suo profilo Facebook e, soprattutto, ad avvertire del presunto suicidio sarebbero stati direttamente i carabinieri.

In base alle informazioni fornite a PalermoToday dall'avvocato, la relazione tra Melluso e il compagno sarebbe iniziata almeno 7 o 8 anni fa e la vittima si sarebbe trasferita per questo in provincia di Palermo, dove gestiva un agriturismo. "A Ventimiglia lo conoscevano tutti - racconta il legale - stava bene e non ha mai subito alcun tipo di discriminazione per il suo orientamento sessuale". Melluso avrebbe parlato con la sorella la sera prima della morte, il 25 giugno: "Era sereno come sempre - afferma ancora l'avvocato - e nulla lasciava presagire che di lì a poco potesse solo pensare di suicidarsi. A tagliare la corda sarebbe stato un parente del compagno, ma la famiglia di Massimo è stata avvertita nel pomeriggio direttamente dai carabinieri. Inizialmente, anche per il dolore e la tragicità del momento, nessuno ha avuto sospetti. Il medico legale ha stabilito che non c'erano segni di violenza sul corpo e ha concluso per il suicidio, restituendo la salma al ragazzo di Massimo. I miei assistiti sono venuti in Sicilia per recuperarla e portarla a Villaricca. Ora è custodita dall'agenzia di pompe funebri".

L'avvocato ha sollecitato la Procura perché a questo punto venga eseguita l'autopsia sul corpo di Melluso per scoprire la verità.

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