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Maria e Fortuna

Maria e Fortuna

Maria come Fortuna: l'incubo pedofilia in Campania

Sono appena partite le indagini sulla terribile morte della piccola Maria Ungureanu a San Salvatore Telesino, ma la sua vicenda ricorda molto da vicino quanto accaduto a Fortuna Loffredo a Caivano

Maria, Fortuna. Due nomi semplici, ad accomunare due bambine innocenti cui è toccata una sorte atroce quanto simile. Fortuna Loffredo aveva sei anni quando ha perso la vita, nel 2014, gettata dall'ottavo piano di un edificio popolare nel Parco Verde di Caivano. Maria Ungureanu, quasi dieci anni, è stata trovata morta domenica scorsa, nella piscina di un casale per ricevimenti a San Salvatore Telesino nel beneventano.

Ad accomunare due delitti già di per sé tremendi, un altro aspetto ancora - per quanto possibile - più barbaro. L'abuso, la violenza, di cui entrambe sono state vittime. Uccise perché forse ad un passo dal denunciare i loro aguzzini, gli orchi che si erano approfittati di loro.

Sullo sfondo delle due vicende c'è lo stesso mondo inconcepibile e tabù, quello della pedofilia, in una regione – la Campania – in cui, come proprio in questi giorni ha spiegato (nel presentare i risultati di una ricerca) il Garante per l'infazia, "esistono luoghi dove l'incesto è normalità". Ed ancora: entrambe le persone indiziate dei delitti, Raimondo Caputo nel caso di Fortuna e il 21enne Daniel Ciocan nel caso di Maria, erano vicini alle bambine. Amici, conoscenti stretti, parte integrante delle loro vite.

Ma se sulla vicenda del Parco Verde di Caivano le indagini sembrano avviarsi alla conclusione, quanto accaduto in provincia di Benevento alla piccola Maria è ancora da ricostruire. I genitori della bambina, cui Daniel Ciocan era amico stretto, la scorsa notte sono stati convocati in caserma dai carabinieri e lì interrogati per ore. Soprattutto, si attende la valutazione di tutte le tracce biologiche raccolte, i reperti sotto esame da parte dei Ris. Alla ricerca di un colpevole da consegnare alla giustizia, perché orrori simili non diventino o non restino "normalità".

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