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Quarantacinquenne morta al Cardarelli, mercoledì l'autopsia

Giuseppina Liccardo, con insufficienza renale, era stata ricoverata in terapia intensiva perché positiva al Coronavirus. Secondo i familiari non è stata "assistita come da protocollo"

Inizierà mercoledì prossimo, 23 dicembre, l'autopsia sul corpo di Giuseppina Liccardo, la donna di 45 anni affetta da insufficienza renale morta lo scorso 12 novembre nella terapia intensiva dell'ospedale Cardarelli, dove si trovava perché positiva al Coronavirus.

La Procura di Napoli - dopola denuncia dei familiari della donna che raccontarono come la donna non fosse stata secondo loro "assistita come da protocollo" - ha aperto un'inchiesta contro ignoti sulla sua vicenda, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.

L'indagine è legata anche al caso dell'uomo deceduto in un bagno del pronto soccorso dello stesso nosocomio, il cui corpo esanime fu filmato da un altro paziente in un video diventato virale.

La vicenda di Giuseppina

La donna – questo il racconto dei familiari – arrivata al Cardarelli, era stata sottoposta a test rapido risultando positiva al Coronavirus, dato poi confermato dal tampone di una settimana dopo.

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