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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Morte Fulvio, cordoglio e rabbia: "Non si può morire a 25 anni per un tirocinio"

Sono le parole di Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano dove il ragazzo viveva. Si è spento la notte scorsa, alcuni giorni dopo la ricercatrice Maria Vittoria Prati che era con lui nell'auto sperimentale esplosa sulla Tangenziale di Napoli

La morte avvenuta oggi di Fulvio Filace, il tirocinante 25enne coinvolto nell'esplosione di un'auto sperimentale sei giorni fa sulla Tangenziale, ha molto colpito il mondo istituzionale e accademico. È di queste ore il cordoglio del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e del rettore della Federico II Matteo Lorito.

“La morte del giovane tirocinante Fulvio Filace ci rattrista profondamente – ha dichiarato Manfredi – e aggiunge altro dolore a quello per la scomparsa della ricercatrice Maria Vittoria Prati. Partecipiamo a nome della città e di tutta l'amministrazione comunale e metropolitana, con profondo cordoglio e vicinanza, al dolore delle famiglie”.

“Apprendiamo con sgomento la tragica notizia della morte di Fulvio, il nostro giovane studente coinvolto nell'esplosione dell'auto avvenuta venerdì scorso – sono state le parole invece del rettore dell'ateneo partenopeo – In questo momento di sofferenza, desidero esprimere a nome di tutta la comunità federiciana e mio personale il nostro dolore e la nostra vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che a Fulvio volevano bene. La morte di un giovane è sempre un evento difficile da accettare e ancor di più inspiegabile è la perdita di uno studente che stava per concludere i suoi studi e aveva compiuto nelle nostre aule il suo percorso di formazione. Di Fulvio l'Ateneo conserverà memoria nel rimpianto di non aver potuto sostenerlo nella realizzazione delle sue speranze, delle sue ambizioni”.

“Esprimiamo il nostro più vivo e doloroso cordoglio alle famiglie dell'ing. Maria Vittoria Prati e del laureando Fulvio Filace per il tragico epilogo. Una preghiera per loro e la commossa solidarietà a tutti quelli che li hanno conosciuti e amati” è invece il messaggio dei partner del progetto LifeSave, quello relativo all'auto che è esplosa non lasciando scampo ai due occupanti.

Il ragazzo era di San Giorgio a Cremano. Giorgio Zinno, sindaco della città, ha scritto un lungo post social sulla vicenda. Ha sottolineato più di altri una necessità: che si faccia luce sulla vicenda, perché "non si può morire a 25 anni a causa di un tirocinio". "Cari concittadini - sono le parole di Zinno - purtroppo oggi è una giornata terribile per la nostra città. Con enorme commozione piangiamo la scomparsa di Fulvio Filace, il giovane laureando sangiorgese che lo scorso venerdì è rimasto coinvolto nell’esplosione dell’auto ibrida sulla quale viaggiava insieme alla ricercatrice Maria Vittoria Prati, deceduta poche dopo l’incidente in tangenziale. Speravamo tutti che almeno Fulvio potesse farcela, invece stamattina una crisi respiratoria lo ha strappato ai suoi affetti. Aveva 25 anni, sarebbe diventato ingegnere a breve ed era pieno di sogni e speranze; come tanti ragazzi guardava al futuro con fiducia e la sua vita era focalizzata sugli studi e sulla professione. L’intera comunità di San Giorgio a Cremano si stringe, in queste ore terribili, attorno alla famiglia, ai genitori Salvatore e Maria Rosaria e alle due sorelle Alessandra ed Eleonora. Ci hanno chiesto il massimo rispetto della loro privacy in questo momento drammatico ed estendo l'invito a tutta la cittadinanza. A loro l’amministrazione già stamattina ha dato disponibilità per ogni necessità che dovessero affrontare nei prossimi giorni. Non sappiamo ancora la data del funerale di Fulvio e ci sarà tempo e modo per indagare sulle cause di questa assurda tragedia, perché non si può morire ad appena venticinque anni a causa di un tirocinio. Questo, però, è il momento del dolore e di un rispettoso silenzio".

La morte di Fulvio Filace

Filace si è spento la scorsa notte dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni, sempre apparse comunque critiche fin dal momento del ricovero. Studente di ingegneria dei motori, il 25enne aveva riportato nel rogo ustioni particolarmente gravi.

La morte di Maria Vittoria Prati

Maria Vittoria Prati, ricercatrice, aveva 66 anni. Ha perso la vita lo scorso lunedì dopo un'agonia durata quattro giorni. Al Cardarelli era stata condotta con il corpo ustionato al 90 per cento.

La vettura e le indagini sull'esplosione

L'auto esplosa venerdì 23 giugno era una Volkswagen Polo Tdi di quinta generazione (2009-2017), coinvolta nel progetto di ricerca europeo "LifeSave" (Solar Aided Vehicle Electrification), un programma di esplorazione sulla fattibilità di elettrificazione "retrofit" di vecchi veicoli, questo attraverso batterie alimentate anche grazie all'installazione di pannelli solari.

Un prototipo quindi, rispetto al quale esiste una vettura gemella che è stata posta sotto sequestro dagli inquirenti: sulla vicenda è in corso un'inchiesta della Procura di Napoli. Secondo quanto emerso fini a questo momento a determinare la deflagrazione – che non ha fortunatamente coinvolto altre auto – sarebbero state delle bombole che erano a bordo e il cui contenuto, al momento, resta ignoto. Il direttore del Cnr, Riccardo Chirone, ha annunciato nei giorni scorsi l'avvio di un'indagine interna, sottolineando anche come da parte del Cnr ci sia la massima disponibilità a collaborare con gli inquirenti.

Il comunicato della famiglia

Prima della morte del 25enne la sua famiglia aveva affidato ai social un comunicato chiedendo giustizia e risposte a proposito dell'esperimento di cui il giovane era protagonista. "Venerdì pomeriggio sulla tangenziale di Napoli è esplosa un'auto in transito. Una notizia ripresa presto da tutti i media locali e nazionali per la gravità dell'incidente. In quella macchina c'erano due persone, una di queste era Fulvio. 25 anni, laureando alla Magistrale di Ingegneria Meccanica, una vita piena di sogni, l'ambizione di lavorare in Ferrari". "Fulvio, durante il suo tirocinio curriculare, era in un'auto prototipo di un progetto del CNR denominato “LIFE-SAVE - Make your car a solar hybrid” che ha l’obiettivo di convertire le auto tradizionali in modelli ibridi-solari,uno spin-off dell’Università di Salerno, portato avanti da quattro partner italiani (eProInn, Mecaprom, LandiRenzo e Solbian). È giusto che la tecnologia progredisca e vada avanti, non vogliamo però che un ragazzo pieno di sogni possa diventare un martire dell'innovazione. Fulvio è vittima di un test fallimentare".

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