rotate-mobile
Venerdì, 14 Giugno 2024
L'appello

Morte Francesco Pio, Il vescovo Battaglia: “Disarmiamo Napoli”

In una lettera aperta, ha lanciato l'appello alla città

"Disarmiamo insieme Napoli Dev'essere un impegno di tutti! Vanno disarmate le mani di coloro che fanno della violenza e della prepotenza il proprio stile di vita! Vanno disarmate le mani di chi crede che un coltello in tasca e una pistola addosso rendano più forti, fino a sentirsi padroni della vita altrui! Vanno disarmate le mani della criminalità organizzata e di tutti coloro che trafficano, vendono, usano armi!". Lo scrive l'arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, in una lettera indirizzata a don Enzo Cimarelli, parroco della chiesa di San Lorenzo Martire nel quartiere Pianura, che a sua volta ha scritto una lettera aperta sulla morte di Francesco Pio Maimone, 18enne ucciso da colpi di pistola esplosi durante una rissa tra giovani, alla quale era totalmente estraneo, avvenuta nella zona di Mergellina nella notte tra il 19 e il 20 marzo.

"Caro don Enzo - scrive Battaglia - è da ieri sera che le tue parole risuonano forti nel mio animo, turbando il riposo e riempiendo la notte di molte inquietudini. Ti ringrazio per questo, perché esistono dei turbamenti necessari e delle inquietudini benedette: come possiamo, infatti, in questa città dormire sonni tranquilli mentre i suoi figli più giovani vengono assassinati sotto lo sguardo degli amici in un momento di serenità e spensieratezza, in luoghi di grande bellezza che si trasformano in pochi minuti in un teatro di gesti efferati? Come può un adulto riposare in questi giorni senza sentire tutto il dolore della famiglia di Francesco Pio e tutta la preoccupazione per i figli di questa città il cui ritmo, come tu giustamente hai detto, è ormai cadenzato da episodi di violenza, da aggressioni e risse, da feriti e morti innocenti?".

Secondo l'arcivescovo bisogna "disarmare Napoli" ma, aggiunge, "questo non basta: dobbiamo disarmarci anche noi, adulti sempre pronti a cercare di chi è la colpa senza prima interrogare la nostra coscienza, ormai così individualista, indifferente, assuefatta al male. Sì, dobbiamo disarmarci anche noi, imparare veramente a camminare insieme, a unire le energie, evitando egoismi, burocrazie e iniziative solitarie per generare davvero una comunità educante capace di farsi carico dei suoi figli più giovani. Perché sia chiaro a tutti che educazione e sicurezza non sono soluzioni diverse e opposte ma sono due facce della stessa medaglia, la medaglia della responsabilità". 

Esprime inoltre "affetto e vicinanza", l'arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, alla famiglia di Francesco Pio, "e a tutta la comunità attonita dinanzi a una morte senza senso". Nella lettera auspica "che tuttavia questa tragedia risvegli le coscienze assopite, smuova le miopie di chi non è capace di vedere oltre il proprio ruolo e il proprio interesse, ridesti la dignità di un intero popolo non più rassegnato al fatto che in questa città la morte sia diventata una compagna di strada delle passeggiate dei nostri ragazzi e la violenza un paesaggio costante come il mare che la bagna".

Rivolgendosi direttamente al parroco della chiesa del quartiere Pianura, nel quale il 18enne viveva, don Mimmo Battaglia scrive: "Caro don Enzo, personalmente mi sono stancato anche del termine ormai così asettico e inflazionato di 'società civile', perché la parola civile designa quasi una qualifica acquisita una volta per tutte, data per scontata. Io, invece, vorrei parlare di società 'responsabile', perché la responsabilità è un movimento continuo, è il desiderio, la volontà, l'impegno concreto con cui si risponde ogni giorno all'appello dell'altro, alle necessità e ai diritti di tutti. Fratello mio - prosegue l'arcivescovo di Napoli- ti prego di abbracciare da parte mia i genitori e i familiari di Francesco Pio a cui voglio esprimere tutta la mia solidarietà e quella della Chiesa di Napoli: sono in questa terra da pochi anni ma sono invece già tanti, troppi, i dolori incontrati, le sofferenze di genitori, figli, fratelli, sorelle e amici di tante vite spezzate da una violenza indicibile".

Infine, don Mimmo Battaglia si rivolge idealmente a Francesco Pio, al quale dedica "il mio abbraccio più grande: non ci conosciamo ma i tuoi sogni spezzati da oggi sono anche i miei e ti prometto che farò, faremo, di tutto affinché i desideri di realizzazione, i progetti di bellezza, gli aneliti più alti e sani dei nostri figli si realizzino in questa città. Anche in tuo nome. Anche per te".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morte Francesco Pio, Il vescovo Battaglia: “Disarmiamo Napoli”

NapoliToday è in caricamento