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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Lutto nel mondo della scuola: addio alla professoressa Rosa Viola

Tanti i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa

Lutto a Napoli per la morte della professoressa Rosa Viola, insegnante per anni al Liceo Sannazzaro. In tanti in queste ore la stanno ricordando. Tra i messaggi c'è anche quello dell'ex assessora Eleonora de Majo. "Ieri si è spenta la Professoressa Rosa Viola, un pilastro del Liceo Sannazaro, una donna di immensa cultura e di rara intelligenza. Una cara amica. Un’insegnante straordinaria. Rosa non imponeva nulla ai suoi studenti. Era indifferente agli standard e alle ritualità delle scuole di prestigio. Non voleva sentire lezioni imparate a memoria.

Non puniva con i voti ma con parole di disapprovazione per la pigrizia intellettuale. Voleva che i suoi studenti imparassero soprattutto a scrivere e non algide analisi di testi svolte con la stessa passione di una equazione di secondo grado, ma temi appassionati all’amore di Paolo e Francesca o ad una lirica di Eugenio Montale. L’amore per la scrittura in un certo senso lo devo a lei. Ogni volta che consegnavo un tema tra me sue mani ricordo che durante i giorni successivi ci pensavo e ripensavo con la paura di aver scritto qualche banalità. Non qualche cosa inesatta, questo non le importava, ma di non essere stata all’altezza di quello che la mia mente sapeva pensare e la mia Mano mettere su carta.

Questo era ciò che Rosa disapprovava. Era una paladina delle cause perse. Amava i più ribelli. Quelli che il resto delle colleghe e dei colleghi volevano emarginare, lasciare indietro, per lei erano le gemme preziose della scuola pubblica. Credeva in quelli in cui non credeva nessuno. Detestava solo la stupidità volontaria e la maleducazione di certi figli di papà. Il giorno dell’esame di Stato ricordo come fosse ieri che mentre andavo via lungo il corridoio dopo la prova orale mi chiamo’ da lontano “de Majo! Dimmi, come faremo l’anno prossimo senza di te?“

Penso si riferisse al casino quotidiano che piantavo per ogni cosa e che a lei piaceva anche se non poteva dirlo ad alta voce. Sorrisi in silenzio, felice, senza rispondere, perché per la prima volta pochi istanti dopo aver svestito il ruolo di Docente mi stava dicendo guardandomi negli occhi che mi stimava. E che le sarei mancata. Per tanti anni ci siamo perse. Poi Rosa è riapparsa con una lettera bellissima che mi scrisse quando, poco dopo essere stata nominata assessora, stavo affrontando uno di quegli attacchi mediatici pervasivi e violenti.

Era un messaggio di immensa stima, di una donna che durante tutti gli anni precedenti mi aveva seguita, scrutata da lontano e che solo in quel momento aveva sentito l’esigenza di tendermi la mano per dirmi che era orgogliosa di me e che quello era il mio posto, al di là delle stupidaggini e delle cattiverie. Lessi quel messaggio decine di volte. Improvvisamente ricordo che tutta la cenea mi sembrò lontanissima. Succede così quando qualcuno di cui hai immensa stima ti dice che stai facendo bene. Da quel momento non ci siamo più perse.

Abbiamo riallacciato un filo d’amore ed una tenera amicizia di quelle che possono nascere solo tra i banchi di scuola. Avrei dovuto portarle a conoscere Gabriel. Glielo avevo promesso ma non c’è stato tempo. Ieri Rosa se n’è andata lasciando un grande vuoto nei cuori di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrala. Addio cara Prof. Ti prometto di non perdermi e di essere sempre fedele a me stessa. Come ci hai insegnato tu".

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