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Anziana muore d'infarto, i parenti accusano il Comune: "Crepacuore per la lettera di sfratto"

L'accusa che i familiari di una 80enne muovono al Comune di Napoli. L'assessore Buonanno: "Era atto amministrativo dovuto, e non uno sfratto esecutivo"

La donna di 80 anni che occupava un alloggio in via Posillipo, e che ha perso la vita, non era stata sfrattata. "La nota ricevuta dalla signora era una prima diffida al rilascio spontaneo, atto amministrativo dovuto, e non uno sfratto esecutivo", spiega il Comune di Napoli. Eppure è polemica in città per quanto accaduto.

I parenti: "È colpa dello sfratto"

La donna è morta d'infarto al Cardarelli, eppure il decesso viene collegato dai parenti della signora e dall'avvocato Angelo Pisani che li difende alla lettera dell'amministrazione comunale di Napoli che le preannunciava la scadenza del suo contratto e le chiedeva di rilasciare l'immobile. "È morta di crepacuore – attacca Pisani – la signora che ingiustamente il Comune di Napoli voleva sfrattare nonostante la sospensione dalla sua casa legittimamente ottenuta. Spero che la magistratura faccia chiarezza e punisca i responsabili, abbiamo perso senza giustizia".

"Ora – spiega ancora Pisani riferendosi ad altre case dello stesso immobile, con situazioni simili – salviamo almeno la casa ed i tre bambini di Imma, altra inquilina minacciata di finire per strada dal Comune di Napoli, una donna coraggiosa che in un video lanciava l'allarme per salvare da un triste destino la sua vicina. Non mi fermerò fino a quando non ci sarà vera giustizia".

La risposta del Comune di Napoli

"Siamo addolorati per la morte dell'anziana signora che occupava un alloggio del patrimonio disponibile del Comune di Napoli in via Posillipo – ha risposto con una nota l'assessore del Comune di Napoli Monica BuonannoFaremo approfondimenti immediati con i Servizi competenti per chiarire ogni fase di quanto accaduto. Si tratta però, è bene precisare, di alloggi del patrimonio disponibile, assegnati per esigenze di emergenza abitativa con bando pubblico e alle stesse condizioni economiche di edilizia residenziale pubblica. Il contratto della signora, dopo dieci anni, era scaduto a settembre scorso e per norma non rinnovabile e neppure incideva una eventuale morosità. Ciò non significa che il Comune sfratta in modo violento le famiglie disagiate, non è mai accaduto né mai accadrà. La nota ricevuta dalla signora era una prima diffida al rilascio spontaneo, atto amministrativo dovuto, e non uno sfratto esecutivo. Le soluzioni giuste vanno comunque ricercate, per tutelare il diritto all’abitare da un lato e la garanzia di procedure amministrative corrette dall’altro".

Fratelli d'Italia all'attacco

"La vicenda della signora morta per infarto dopo aver ricevuto la lettera di sfratto rappresenta qualcosa di vergognoso di cui chiederò conto in consiglio, attraverso una apposita interrogazione, al Sindaco ed all'assessore al Welfare – dichiara intanto in una nota Marco Nonno, consigliere comunale di Napoli di Fratelli d'Italia – A Napoli i centri sociali occupano a spese nostre decine di stabili pubblici mentre anziani e persone deboli vengono sfrattati senza mezze misure, a rischio della salute e della vita. Una città ormai totalmente allo sbando, vittima del combinato disposto micidiale De Magistris - De Luca".

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