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Donna muore dopo una caduta a Port'Alba: polemiche sui soccorsi

"Sono indignata. In una città che funziona così si rischia la vita anche solo cadendo per i ritardi nei soccorsi", è la denuncia di una testimone oculare dell'accaduto

Una donna è stata trovata riversa a terra, mentre perdeva molto sangue, in condizioni critiche da alcuni passanti che hanno provato subito ad avvisare il 118 per i primi soccorsi.

Ecco la testimonianza di un testimone presente sulla scena che riporta il racconto del figlio su Cittadinanza Attiva: "Alcune persone hanno aiutato la donna ad alzarsi e a farla sedere mentre alcuni di noi chiamavamo il 118. La signora ha perso conoscenza e nessuno rispondeva alle nostre telefonate. Siamo ricorsi alla rianimazione andata a buon fine. Dopo 20 minuti il 118 ha risposto alle telefonate e mandato un'ambulanza, ma la signora ha nuovamente perso conoscenza. Dopo ulteriori 15 minuti dalla telefonata è arrivata l'ambulanza. I due paramedici non avevano con sè il defibrillatore. La signora non ce l'ha fatta. Sono indignata. In una città che funziona così si rischia la vita anche solo cadendo".

Dal canto suo, un infermiere molto vicino al 118 precisa a NapoliToday che un defibrillatore è disposto in dotazione in ogni ambulanza in servizio e che gli eventuali ritardi nelle risposte alle telefonate sono dovute spesso a causa dell'eccessivo numero di chiamate fatte da più persone nello stesso istante. Per quanto concerne i soccorsi invece, ogni eventuale ritardo occorso è causato da motivi che esulano dalle responsabilità degli operatori.

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