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Morbillo, vaccinazioni in netta diminuzione: l'allarme dei medici

"C'è la possibilità di dover rivivere una grave epidemia, simile a quella del 2002". Il caso dei migranti: "Le istituzioni devono attivarsi per proteggere la popolazione"

Sono sempre meno le mamme campane che scelgono di vaccinare i propri figli contro il morbillo. Per il presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli "se non si punta con decisione alle vaccinazioni la possibilità di dover rivivere una grave epidemia, simile a quella del 2002, sono molto concrete".

Nella giornata di ieri, i medici di medicina generale e gli igienisti (Fimmg, Fimp, Sip e Siti) si sono riuniti per discutere della situazione. Come ha spiegato Maria Triassi, che dirige il Dipartimento di salute pubblica della Federico II: "Ci sono problemi di organico che non consentono una buona offerta sui vaccini. Presenteremo un documento a tutti gli interlocutori per un progetto di sostenibilità, rafforzando vaccinazioni obbligatorie e valutando se per alcuni vaccini non sia meglio proporre una copertura gratuita almeno per le fasce protette".

Nei primi tre mesi del 2016 sono stati segnalati 61 casi di bambini non vaccinati. E gli ultimi dati resi noti dal ministero della Salute dicono che in Campania è vaccinato meno dell'84% dei bambini.

C'è poi l'aspetto migranti. Lo ha spiegato Fulvio Turra, segretario regionale Fimp Campania: "Arrivano in Italia senza essere stati sottoposti nel loro Paese alle vaccinazioni minime. Le istituzioni devono attivarsi per proteggere la popolazione".

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