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Monte di Procida sotto choc: accoltella la nipotina di due mesi

I genitori erano usciti per una passeggiata lasciando la piccola in custodia alla nonna. A commettere l'omicidio con un coltello da cucina, il figlio 29enne affetto da problemi di sanità mentale

Dramma della follia ieri sera a Monte di Procida, ove una bimba di appena due mesi è stata uccisa con un fendente alla gola dallo zio, un ventinovenne affetto da turbe mentali e sottoposto a cure psichiatriche.

Secondo le prime ricostruzioni, i genitori della piccola Sofia residenti a Baiano, nell’avellinese, erano andati a trascorrere la domenica a casa della nonna materna che vive a Monte di Procida con il figlio Antonio Raffaele Spinelli, un 29enne affetto da problemi di sanità mentale.

Ad un certo punto del pomeriggio, marito e moglie sono usciti per una passeggiata lasciando la piccola, due mesi compiuti da pochi giorni, in custodia alla nonna. Sembra che quest'ultima avesse in braccio la bambina quando l'uomo l'ha reclamata chiedendo di prenderla in consegna. Ma dopo averla presa in braccio la bimba ha cominciato a piangere e cosi' la nonna ha chiesto al figlio di riconsegnargliela. A quel punto l'assassino ha allontanato la madre con una spinta che l'ha fatta cadere per terra e, colto da un raptus omicida, si è procurato un grosso coltello da cucina con il quale ha colpito la piccola alla gola. La bimba è morta sul colpo.

Il 29enne è stato arrestato, mentre il corpo senza vita della povera Sofia è stato trasferito all'istituto di medicina legale.

Intanto si scopre che Spinelli era in cura all'Unità Operativa di Salute Mentale di Pozzuoli. Soffriva di psicosi bipolare, alternando stati di maniacalità a fasi depressive. Ma a sentire i medici, non era una situazione di allarme non ascoltata. “Niente faceva presagire un gesto del genere", ha spiegato il responsabile dell'Unità Operativa, Gennaro Perrino, sottolineando anche l'uso di cocaina che da anni accompagnava la vita del ventinovenne.

L’omicida, ha spiegato Perrino, era stato anche in una comunità terapeutica con doppia diagnosi, cioé per quelle persone che hanno disturbi psichici ma anche problemi di tossicodipendenza ed aveva seguito l'intero percorso. Poco dopo, però, aveva ripreso a fare uso di droga.

Lo scorso 27 ottobre i vigili urbani di Monte di Procida ed i medici dell'Unità Operativa erano intervenuti dopo che il giovane aveva dato uno schiaffo al cognato. “Fu sottoposto ad un intervento di cure domiciliari. Poi, il giorno dopo, si presentò regolarmente al controllo. Rifiutò di assumere i neurolettici, decidendo di fare uso solo degli stabilizzanti dell'umore. Gli fu riscontrata un'ansia reattiva, ma non c'era una situazione di grosso allarme - ha spiegato il medico - Lo dimostra anche il comportamento dei suoi stessi familiari che non ci hanno mai segnalato situazioni particolarmente pericolose".

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