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Due molotov contro il centro sociale Insurgencia: i militanti denunciano alla digos

Due bottiglie incendiarie sono state lanciate contro il laboratorio sociale del gruppo militante 'Insurgencia', a Napoli. Il movimento ha denunciato oggi alla Digos la scoperta

Contro Insurgencia, il centro sociale napoletano, sono state lanciate stanotte due bottiglie incendiarie. A denunciarlo alla Digos sono stati proprio i militanti del movimento che hanno raccontato di aver scoperto, ieri sera, i segni neri provocati da due vampate di fuoco sul muro. A terra sono stati trovati i cocci di bottiglie di vetro con gli stoppini.

I militanti collegano l'episodio alle diverse "aggressioni squadriste" registrate a Napoli nei mesi scorsi, oltre che all'avvicinarsi delle manifestazioni pubbliche del 25 aprile.

Proprio venerdì 25 aprile alle 17.30 al laboratorio Insurgencia, spiegano, si presenta il libro 'Sia folgorante la fine', di Carla Verbano, mamma di Valerio, assassinato trent'anni fa dai neofascisti dei Nar, e al quale è stata intitolata una strada dal Comune di Napoli quest'anno. Insurgencia denuncia fra l'altro "l'agibilità che viene concessa agli squadristi che agiscono in queste forme vigliacche, mentre invece la repressione aggredisce le lotte sociali, come testimoniano proprio ieri le misure cautelari confermate agli attivisti antidiscarica di Chiaiano".

"Un gesto facile e vigliacco - commentano i giovani di Insurgencia - commesso probabilmente da qualcuno che si trovava su un'auto in corsa, e che fortunatamente non ha prodotto nessun danno. Non per questo è meno grave e vile, però, colpire chi quotidianamente lavora contro l'emarginazione e la mancanza di spazi di socialità e di auto-organizzazione nei quartieri popolari". "Non facciamo fatica nemmeno ad immaginare la matrice di questo attentato - continua -, che è sicuramente collocata in quella microgalassia di gruppetti neofascisti e xenofobi, che fortunatamente a Napoli non hanno la rappresentatività sociale per mobilitarsi in piazza e dopo aver tentato inutilmente di insediarsi a Materdei, oggi sfogano la propria sottocultura in questo modo.

Di pochi giorni fa invece è l'aggressione a un giovane militante del blocco studentesco nei pressi di piazza Garibaldi.

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