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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Tentata induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’AG: la condanna non riguarda il boss Giuseppe Misso ma suo nipote

Non il Boss, attuale collaboratore della giustizia, ma è il suo omonimo nipote ad essere stato condannato a 2 anni e 6 mesi per tentata induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria

Giuseppe Misso, nipote del boss della Camorra del Rione Sanità di Napoli anche lui di nome Giuseppe Misso, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione, dal tribunale di Sulmona (L'Aquila), per aver cercato di convincere un collaboratore di giustizia a riferire false notizie sul clan Misso. L'accusa di tentata induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria risale a più di 12 anni fa. Misso ha scontato parte della pena nel carcere di Sulmona dove, nel 2010, avrebbe avvicinato e chiesto ad un collaboratore di giustizia di riferire false informazioni sul clan mafioso di cui era parte, in cambio di denaro.

Il collaboratore però non si è prestato al gioco. Si ribadisce, pertanto, la totale estraneità del 75enne Giuseppe Misso ai fatti di cui sopra il cui nome è stato in precedenza riportato per ragioni di mera omonimia. Giuseppe Misso, infatti, collabora attualmente con la giustizia.

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