Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Il ministro Cartabia a Napoli: “Qui c'è un paziente grave”

In città per un incontro in Corte d'Appello. “Ci sono 57mila processi pendenti. Qualcosa non va”

"Sapevo che venendo qui a Napoli non sarei venuta solo in una città paradisiaca o per incontrare dei grandi giuristi, una scuola di giuristi così significativa che anche molti dei miei più stretti collaboratori vengono da qui. Sono venuta perché sapevo che sarei andata a incontrare la realtà più complessa e più difficile, quella con maggiori problemi". Lo ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia, che a Napoli ha incontrato i vertici degli uffici giudiziari dei distretti della Corte d'appello partenopea. "Se l'Italia non rinasce da qui, se la giustizia non riparte da qui, non ce la farà da nessuna parte. Per questo sono venuta, non solo per ricevere complimenti che giustamente non sono arrivati, ma per guardare in faccia i problemi", ha aggiunto Cartabia.

A Napoli 57mila processi pendenti 

"Quando ho visto i dati di Napoli mi sono chiesta: cosa deve fare il Ministero? Ma anche: cosa è successo negli anni, non ora, perché si arrivasse a una situazione del genere? Com'è possibile - ha aggiunto - arrivare a 57.400 processi pendenti a Napoli? E sarebbero il doppio, se non fossero prescritti. Se metà dei processi sono prescritti dobbiamo aggiustare il treno, non possiamo lasciarlo lì".

"Dobbiamo fare una riflessione sulle piante organiche, vanno corretti certi errori che non possono produrre risultati. I problemi sono enormi e sono da affrontare insieme - ha aggiunto Cartabia - dobbiamo farlo anzitutto attraverso l'ingente quantità di risorse che saranno distribuite. È stata sottolineata l'irrazionale distribuzione delle risorse, queste cose vanno aggiustate. È ovvio che se si crea un cono in cui all'inizio le Procure producono molto, poi i Tribunali non riescono a smaltire e le Corti d'appello ancora meno, la giustizia non può funzionare". 

"Ogni processo che non arriva a sentenza definitiva è una sconfitta. Quelle decine di migliaia di processi che già oggi vanno in prescrizione, non dopo la riforma ma già oggi, sono una sconfitta per lo Stato. Non possiamo più permettercelo - ha aggiunto Cartabia - se la risposta arriva tardi e in tempi non ragionevoli è anche una sconfitta dello Stato. Tutti i Caino e gli Abele attendono un giudizio severo, giusto e tempestivo. Questo è quello che la Costituzione ci chiede e io non ho altre bussole".

“A Napoli c'è un paziente grave”

"Sono qui per conoscere le problematiche dalla viva voce e vedere i luoghi dove avvengono, ma anche come segno di una vicinanza e di un'attenzione particolare che il Ministero ha verso le realtà più difficili. Non si vanno a curare i sani, qualunque medico si avvicina più a un paziente grave. Qui c'è un paziente grave". Lo ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia, nel corso dell'incontro con i vertici degli uffici giudiziari dei distretti della Corte d'appello di Napoli, nel Palazzo di Giustizia di Napoli. Il ministro nel pomeriggio visiterà il Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa (Caserta). "Napoli - ha spiegato Cartabia - deve essere messa in condizioni di poter garantire ai suoi cittadini un'adeguata risposta giudiziaria. Io sono venuta qui per questo, volevo essere qui per offrire concretamente tutto il supporto necessario che il Ministero può dare. Napoli ce la deve fare, è una terra piena di risorse intellettuali, culturali, le preoccupazioni di ambiti di impunità, che qui sono intollerabili più che in altri posti, sono le mie preoccupazioni".

"Abbiamo bisogno di più personale, di più magistrati, di più personale amministrativo, di dirigenti, di uffici di cancelleria. Per questo mi sono attivata da subito per non far fermare le macchine dei concorsi ferme per la pandemia, e per reinventarle per non lasciarle ferme per sempre. Abbiamo reinventato il concorso per la magistratura e ci sarà un altro concorso bandito subito dopo l'estate". "Il dato che mi ha impressionato - ha spiegato il ministro - è che in Italia il numero dei giudici per 100mila abitanti è la metà della Germania. È evidente che abbiamo un motore a scartamento ridotto, abbiamo bisogno di più personale, di più magistrati, di più personale amministrativo, di dirigenti, uffici di cancelleria. I giudici non bastano, ne abbiamo bisogno di più, e bisogna rivedere le piante organiche quindi bisognerà ritoccare anche questo aspetto. Qualcuno mi raccontava di un desiderio di alcuni magistrati che sono in età pensionabile di mettersi a disposizione. È un'altra idea su cui stiamo lavorando, non so se sarà possibile, se il Csm sarà d'accordo, ma è un'altra idea. Una task force di solidarietà nazionale che potrebbe essere d'aiuto, sempre se ci sarà disponibilità". 

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