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Rogo tossico @NapoliToday

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Ecco i comuni più inquinati, ma il Ministero smentisce: "Nessun elenco diramato"

Nella lista coinvolta quasi tutta la provincia di Napoli e quella di Caserta. Arriva però la smentita, l'elenco sarebbe una bufala

Una terra malata, avvelenata, il cui futuro è stato ipotecato in nome del denaro. E' noto da tempo che una parte della Campania vive un'emergenza ambientale e sanitara di proporzioni enormi, una devastazione indicibile creata consapevolmente da traffici criminali di rifiuti pericolosi, nel colpevole silenzio istituzionale (o peggio ancora, in qualche caso nella piena connivenza).
Una terra dove il tasso di tumori è elevatissimo e continua a crescere: secondo il noto oncologo e ricercatore Antonio Giordano, i dati a disposizioni dicono chiaramente che nel prossimo futuro 6 abitanti su 10 del territorio avvelenato si ammaleranno di tumore o di altre patologie gravi. Un biocidio, un'ecatombe al quale ancora non si pone l'adeguato rimedio.

Ed ecco che, in queste ore, la notizia che dal Ministero della Salute sarebbe arrivato l’elenco dei 47 comuni maggiormente coinvolti dall'avvelenamento. "Il ministero della Salute ha diramato l’elenco delle zone e dei comuni maggiormente inquinati e a rischio per le malattie tumorali, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Manco a dirlo, l' area più esposta - spiega il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli - è stata individuata tra il litorale domizio-flegreo e l’agro aversano, praticamente quasi tutta le provincia di Napoli e Caserta. Territori dove il numero dei tumori e delle morti raggiunge cifre da sterminio di massa ed è forse anche per questo che il registro dei tumori stenta a decollare". Si tratterebbe dei comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castelvolturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola- Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.

UPDATE: arriva la smentita. Il Ministero risponde alla richiesta di maggiori notizie del quotidiano Parelleloquarantuno dichiarando che nessun elenco è mai stato diramato. Ecco la risposta pubblicata sul quotidiano on line: “In merito alla sua richiesta la Direzione competente ha comunicato che il Ministero non ha mai diramato alcun elenco di Comuni inquinati da rifiuti tossici, ne’ per quel che riguarda il territorio campano, ne’ per quel che riguarda il territorio dell’intera penisola. Si informa inoltre che l’Istituto Superiore di Sanità ha ricevuto mandato dal Ministro della Salute di approfondire la problematica e che questo Ministero sta attivamente collaborando con l’ISS a tal fine”.

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