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Enea-Federambiente: entro il 2011 una nuova crisi rifiuti nel napoletano

E' quanto è emerso da uno studio sulle discariche, insufficienti a smaltire tutti i rifiuti che arriveranno, entro la primavera del 2011, negli impianti esistenti. Intanto per il termovalorizzatore che dovrebbe sorgere a Napoli est niente si è mosso

Quella del 2011 potrebbe essere una primavera "nera" per Napoli. All'orizzonte si riaffaccia l'incubo di una nuova crisi rifiuti. Un quadro preoccupante è stato dipinto dal rapporto realizzato dall'Enea e da Federambiente sugli impianti e le tecniche del sistema nazionale di trattamento dei rifiuti, presentato a Roma.

Secondo lo studio si tratta di "un allarme ambientale e sanitario" quello delle discariche. "Il dato sul ricorso alla discarica - ha dichiarato Daniele Fortini, presidente di Federambiente - è drammatico, lo smaltimento di tal quale è pericoloso per la salute". Per di più in discarica finisce anche tra il 15 e il 20% del Cdr (Combustibile derivato da rifiuti) oltre a una buona quantità di Fos (Frazione organica stabilizzata), entrambi materiali da bruciare attraverso l'incenerimento, che invece risulta la modalità di gestione più carente e che, come rileva Pasquale De Stefanis dell'unità tecniche e tecnologie ambientali dell'Enea, condiziona, dove è assente, "un aumento dello smaltimento in discarica".

L'inceneritore di Acerra, per esempio, è a rischio di ingorgo per l'accumulo delle eco-balle pregresse che si sommano all'arrivo di spazzatura "fresca". "Quelle eco-balle - ha spiegato De Stefanis - che erano arrivate a circa 6 milioni di tonnellate, sono Cdr di bassa qualità. Sono troppo umide e poi per bruciarle tutte si arriverebbe quasi a fine vita di un impianto. Per questo servirebbero altri termovalorizzatori come quello di Napoli e di Salerno".

Ma, a proposito del termovalorizzatore che dovrebbe sorgere nell'ex area industriale di Napoli est, osserva Fortini questa volta in qualità di amministratore delegato dell'Asia-Napoli Spa (Azienda speciale igiene ambientale): "i suoli promessi da oltre un anno dalla Regione non sono stati ancora messi a disposizione". E questo non è tutto. Secondo Fortini "a Napoli la situazione è molto pericolosa e se per la primavera 2011 non saranno attivate soluzioni è possibile un nuovo collasso" soprattutto per il ritardo in cui versa l'impiantistica di supporto al sistema di gestione. Non basta un solo termovalorizzatore e stiamo esaurendo le discariche". Quelle di Terzigno, Chiaiano e Savignano Irpino che ospitano per ora il 50% della produzione totale di rifiuti della Regione. In più, conclude Fortini: "a Napoli la situazione è molto pericolosa anche per la fortissima contrazione delle risorse economiche del settore che aumenta il divario e la forbice tra qualità dei servizi offerti e costi economici, con il rischio che questa forbice si rompa".

Il problema è preoccupante per il sud ma, in verità, riguarda tutto il Paese. Oltre la metà dei rifiuti prodotti in Italia, infatti, finisce in discarica. Si tratta del 51,9% del totale della spazzatura prodotta, con quasi 12 milioni di tonnellate all'anno (36,5%) che vengono direttamente ingurgitati dalla vasca della discarica senza nessun trattamento. Eppure, gli impianti per smaltirli sono 393, distribuiti soprattutto al nord.

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