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"Minacciato dopo le denunce sul carcere di Poggioreale"

Aldo Di Giacomo, segretario Sindacato polizia penitenziaria: "Proiettili e intimidazioni alla mia famiglia ma non mi fermerò. Il penitenziario di Napoli simbolo del fallimento dello Stato"

 

"Ho ricevuto una lettera con proiettili e minacce a me e alla mia famiglia, ammetto che è stato un duro colpo". Aldo Di Giacomo, segretario nazionale del Sindacato di polizia penitenziaria, ha da tempo intrapreso una campagna di denuncia sullo stato un cui versano diversi carceri italiane. "Non ci sono elementi che collegano direttamente le intimodazioni che ho ricevuto a Napoli - spiega - ma è indiscutibile che le mie denunce più forti sono state rivolte a quanto avviene all'interno del carcere di Poggioreale. Telefonini, droga, pizzini, nel penitenziario napoletano entra di tutto. Addiruttira c'è un'indagine in corso per stabilire se un detenuto si è suicidato opure è stato ucciso. Poggioreale è il simbolo del fallimento dello Stato". 

 Di Giacomo è pronto a una protesta eclatante: "Comincerò lo sciopero della fame, seguito da uno staff medico, fino al giorno in cui la politica intervenga sulla questione delle carceri italiane. Gli epidosi di aggressione ai danni di detenuti più deboli e degli agenti della penitenziaria hanno avuto un aumento esponenziale. Ci sono indagini della Magistratura che testimoniano come i boss continuino a comandare anche dalle celle. E i politici perdono tempo a discutere di prescrizione".  

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