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Mina

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Mina compie 75 anni, con la sua splendida voce ha cantato anche Napoli

Auguri alla straordinaria "Tigre di Cremona", amata in in Italia e all'estero. Nel 1996 ha pubblicato un album dal titolo "Napoli" composto da 10 brani, compresi due di Pino Daniele

Compie 75 anni oggi una tra le più grandi cantanti di tutti i tempi. E' Mina, (nome d'arte di Mina Anna Maria Mazzini, nata a Busto Arsizio il 25 marzo del 1940), che con la sua voce straordinaria è rimasta in cima alla vetta per decenni.

Durante la sua carriera, iniziata alla fine degli anni cinquanta, Mina ha interpretato oltre 1500 brani e venduto più di 150 milioni di dischi fino al 2010, ottenendo primati e ricevendo premi e riconoscimenti, incluse due partecipazioni al Festival di Sanremo, tre alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, una Targa Tenco e l'assegnazione dell'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

Sulla scena internazionale, è riuscita a stregare persino colossi come Frank Sinatra,  Louis Armstrong e Aretha Franklin.

Nella sua lunga e strabiliante carriera, Mina ha spesso reso omaggio a Napoli e cantato in dialetto napoletano. Fino ad arrivare ad incidere, nel 1996, un bellissimo disco intitolato proprio "Napoli", che la stessa "Tigre di Cremona" ha definito «Dolce ed emozionante esperienza dal vivo».

Tutti registrati rigorosamente in presa diretta, i dieci brani scelti per l'occasione spaziano dal classico al meno classico e sono stati sapientemente mescolati dalla voce della Tigre e da un gruppo di musicisti di impostazione jazzistica.

"Dieci canzoni classiche. Aggio perduto o suonno ci dice subito che siamo a notte fonda (ma poi regala un finale di piano elettrico sveglissimo), poi Amaro è 'o bene («C'è nell'aria un presentimento/Questo amore nostro non ha domani») solo voce e chitarra, la struggente Quanno chiove di Pino Daniele resa in trio jazz più meravigliosi archi. Ma anche la tesissima Passione solo voce e piano, la jazz-aforistica Je sto vicino a te ancora di Daniele, e una versione di Nun è peccato che sembra fatta quarant'anni fa. Ma potevano mancare Voce 'e notte, Maruzzella (con quell'aria di misteriosa rumba), Core 'ngrato (voce ferita e archi: meravigliosa) o Indifferentemente, qui nella malinconia di un tango antico e lento? Che dolcissimo, imperdibile disco, che atmosfera meravigliosa. L'anima della musica, se c'è, assomiglia a queste dieci canzoni" scrivera, di questo bellissimo lavoro discografico, Massimo Bernardini in una edizione di Avvenire del novembre 1996.

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