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Migranti a rischio espulsione, l'allarme: "Saranno ostaggio della camorra"

 

"Se questi 150 migranti saranno cacciati diventeranno ostaggio della malavita e la situazione del Vasto peggiorerà". E' questo il grido dei manifestanti che si sono riuniti questa mattina davanti alla Prefettura di Napoli. Tutto è cominciato con il blitz del 13 agosto sorso. La polizia stabilì che nel centro di accoglienza di piazza Gaibaldi, un numero tra 150 e 200 migranti erano fuori dalla struttura oltre l'orario consentito dal regolamento, cioé le 21.

La prefettura ha avviato le procedure per la revoca dei diritti di accoglienza e nei prossimi giorni ci sarà la decisione definitiva. Nel frattempo, si mobilitano le comunità di immigrti, suportate da associazione e centri sociali. Il pensiero comune è che lasciare fuori dai centri questi ragazzi non risolverà un problema, bensì renderà ancora più critica l'emergenza immigrazione che vive la città: "Questi ragazzi non sanno dove andare e non hanno nulla da mangiare - spiega Moussa Sissoko, portavoce della comunità maliana - Per sopravvivere accetteranno le offerte della camorra e ciò non farà che creare una nuova emergenza". 

Stesso pensiero anche della Cgil: "Il regolamento è sbagliato - afferma Jamal Quaddorah, responsabile immigrazione per la sigla sindacale - perché non si può restare h24 in questi centri senza avere nulla da fare e a morire di caldo. Se la Prefettura va avanti, questi ragazzi saranno abbandonati per strada".   

La contestazione per un regolamento troppo stringente è diffusa: "E' contraria alle regole socio-economiche dell'Europa" sostiene Fabio D'Auria dell'Associazione 3 febbraio, mentre per Abdal Elmir: "I migranti non hanno fatto nessuna infrazione per ché aveva il permesso di uscire da parte del responsabile del Centro". 

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