Cronaca Vico della Pace

I migranti che si sono ribellati al clan Giuliano

Così sono stati incastrati Salvatore Giuliano e i suoi complici

Salvatore Giuliano (Foto Ansa)

Se a ribellarsi al clan Giuliano di Forcella sono i migranti e non i cittadini napoletani. È quello che è successo in occasione degli arresti di Salvatore Giuliano, del cugino Cristiano Antonio Morra, Giuliano Cedola. Fondamentali per gli arresti dei quattro, accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, sono state le denunce presentate dagli abitanti del palazzo. Lo stesso stabile dove i quattro sono accusati di aver chiesto il pizzo ai migranti per restare nelle loro abitazioni. Uno dei palazzi storici di Forcella, quello che una volta era la roccaforte di Luigi Giuliano, e che adesso è abitato da molte famiglie di stranieri.

Il ritorno di Giuliano a Forcella 

Circostanza che non stava bene a colui che è stato condannato per l'omicidio di Annalisa Durante. Dopo 16 anni di carcere, era tornato nel quartiere e pretendeva che gli inquilini pagassero il fitto al clan Giuliano. Tra loro, la vittima che ha subito il comportamento più violento è stato un piccolo imprenditore pakistano. L'uomo è stato preso di peso da una decina di uomini e portato fuori dalla sua abitazione. Poi è stato gettato in strada dopo che gli era stato “spiegato” che quel palazzo di vico Pace era sempre stato di proprietà dei Giuliano ed era a loro che gli inquilini dovevano pagare l'affitto. L'imprenditore non si è fatto intimidire e ha deciso di denunciare tutto alla polizia. Non è stato l'unico nello stabile a ribellarsi.

Il video che ha incastrato gli arrestati 

Un altro contributo importante per identificare gli estorsori è stato dato da un'altra inquilina straniera. Si tratta di una donna romena che con un gesto di coraggio ha fornito una prova fondamentale agli investigatori. Quando si è resa conto che quegli uomini erano tornati nel palazzo per fare del male a qualcuno ha attivato la fotocamera del cellulare e ha girato un video. Un filmato nel quale sono impresse le immagini della loro fuga quando hanno scoperto che ad attenderli c'era la polizia. Prove fondamentali per far entrare in azione gli agenti della Squadra mobile di Napoli che hanno stretto le manette ai polsi ai quattro riconosciuti grazie al filmato. Prove arrivate grazie al coraggio di figli “acquisiti” di Napoli che non sopportano il giogo della camorra.

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