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Caccia al boss Michele Zagaria. Ricerche senza esito ad Aversa

Perlustrato uno stabile di via Magenta e il sottosuolo di un outlet per bambini. Un pannello mobile dava accesso ad un condotto senza sbocco

Si sono concluse senza esito le ricerche di questi giorni del boss latitante dei Casalesi Michele Zagaria, 52 anni, il boss del clan dei Calasesi che resta forse l'ultimo pezzo da novanta dell'organizzazione ancora da assicurare alla giustizia, dopo la cattura mercoledì scorso di Antonio Iovine, detto 'o Ninno'.

Gli agenti hanno perlustrato varie zone di Aversa. Tra queste, uno stabile di via Magenta e, soprattutto, il sottosuolo di un outlet per bambini dove un pannello mobile dava accesso ad un condotto nel sottosuolo, poi rivelatosi senza sbocco. Le ricerche si sono estese anche alle fogne, mentre un tratto del centro storico di Aversa è stato transennato ed interdetto alla circolazione.

Sul luogo, gli uomini delle squadre mobili di Napoli e di Caserta con Vittorio Pisani, il dirigente della Mobile partenopea che ha diretto le indagini che hanno condotto alla cattura di Iovine. È probabile che gli inquirenti acessero raccolto, da un'intercettazione o da una fonte confidenziale, la certezza che il latitante venga nascosto dal proprietario del locale, sospettato evidentemente di essere un fiancheggiatore come Marco Borrata, il muratore incensurato nella cui casa a Casal di Principe è stato individuato Iovine. Ma i sopralluoghi e le ricerche condotte dalla polizia nell'abitazione e nell'esercizio commerciale di Giuseppe Inquieto "non hanno prodotto risultati ma solo danni ingentissimi alle strutture che saranno quantificati dettagliatamente nei prossimi giorni e il cui risarcimento sarà richiesto agli organi competenti". È quanto ha fatto sapere l'avvocato Rosario Pagliuca, legale di Inquieto, in merito ai controlli eseguiti in questi giorni nelle proprietà del suo assistito.

Forze dell'ordine e vigili del fuoco, con escavatori e martelli pneumatici, "hanno letteralmente devastato l'abitazione e l'esercizio commerciale alla ricerca di nascondigli dove potesse essersi rifugiato il latitante estendendo, senza esito, le ricerche anche all'area scoperta, adiacente all'edificio, un tempo destinata a deposito del Consorzio Tranvie Provinciali ed oggi in totale stato di abbandono". L'avvocato ha fatto sapere che le perquisizioni hanno dato esito negativo: "Non è stata rinvenuta alcuna traccia della presenza del ricercato né, tanto meno, di rifugi, nascondigli, pareti mobili, cunicoli o anfratti nascosti che potessero ospitare esseri umani".

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