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Afghanistan © Tm NewsInfophoto

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Afghanistan, muore Michele Silvestri: era di Monte di Procida

Il 33enne, sposato e padre di un bambino di otto anni, era in missione da dieci giorni. La morte durante un attacco all'avamposto italiano del Gulistan. Il sindaco: "Ha da sempre voluto fare il militare"

Michele Silvestri è il sergente del 21/esimo Genio guastatori di Caserta rimasto ucciso in Afghanistan nel corso di un attacco a colpi di mortaio. Silvestri, 33 anni, abitava a Monte di Procida. Ssposato e padre di un bambino di otto anni, era in missione da appena dieci giorni.

Tutta Monte di Procida si sta stringendo accanto ai familiari del giovane. Michele, nella sua vita, "ha sempre voluto fare il militare". Era un ragazzo "solare, ti dava l'impressione della forza". Questo il ricordo commosso del sindaco, Francesco Paolo Iannuzzi. "Il papà è un mio dipendente - ha raccontato all'Ansa il primo cittadino - è un addetto alla manutenzione. Sono una famiglia semplice, umile i Silvestri, di quelle che ha fatto tanti sacrifici nella vita. La sorella lavora in un bar, la mamma è casalinga. Qui, sa, ci conosciamo tutti. Siamo 14mila residenti in poco più di tre chilometri".

Il ritorno in patria di Silvestri era previsto tra sei mesi. Il sergente era sposato con Nunzia Carannante. Il Genio Guastatori è impegnato normalmente nelle operazioni di "peacekeeping" che prevedono l'impegno dei militari nella ricostruzione di scuole, strade e ponti, in quella che in gergo viene definita cooperazione civile-militare.

LE REAZIONI - Arturo Iannaccone, capogruppo a Montecitorio e segretario federale di NpS Noi Sud: "Esprimo il più profondo cordoglio ai familiari del militare ucciso in Afghanistan e l'auspicio di pronta e completa guarigione ai feriti. Ancora una volta dobbiamo piangere la scomparsa di un valido servitore dello Stato. Il Governo venga a riferire urgentemente in Aula sulle circostanze in cui è avvenuto l'attentato ai militari italiani. Occorre seriamente ripensare alla nostra presenza in situazioni belliche che comportano rischi ormai non più controllabili e un prezzo troppo elevato in termini di vite umane". il presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi: "Esprimo il mio profondo cordoglio per la morte del sergente Michele Silvestri del 21esimo Reggimento Genio della Brigata Bersaglieri 'Garibaldi' di Caserta, che oggi è caduto a seguito di un agguato in Afghanistan. L'intera Amministrazione Provinciale è vicina alla famiglia della vittima in questo momento di immenso dolore. Ai feriti - ha proseguito Zinzi - auguro una piena e rapida guarigione. Ai loro familiari, agli uomini della Brigata Garibaldi e all'intero contingente italiano impegnato in Afghanistan vanno tutto il nostro sostegno e il nostro affetto". Edmondo Cirielli, presidente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati: "Esprimo, a nome mio e della Commissione Difesa della Camera, sgomento e cordoglio per il nostro militare deceduto in Afghanistan. Mi auguro, inoltre, di ricevere quanto prima notizie rassicuranti per le condizioni degli altri cinque feriti. Dedico un pensiero commosso anche alle loro famiglie".

SOLIDARIETA' DAI GIOVANI CONSERVATORI UE - I giovani conservatori europei, riuniti presso il Maschio Angioino per il 24esimo Congresso biennale, hanno interrotto il dibattito per osservare un minuto di raccoglimento. 

LUIGI CESARO: "ORA BASTA" -  "Credo fortemente sia giunto il momento di pensare ad un rientro anticipato delle nostre truppe dall'Afghanistan", ha detto il presidente della Provincia di Napoli. "Solo un mese fa i servizi segreti avevano confermato l'alto rischio per gli italiani. Credo che la nostra missione debba celermente giungere al termine sia perché abbiamo fatto tutto ciò che era possibile in quel territorio, sia perché ogni altra morte dei nostri militari risulterebbe ora difficilmente spiegabile. Stavolta ha perso la vita un napoletano e come presidente della Provincia di Napoli sono vicino alla famiglia del nostro soldato ed esprimo loro, a nome di tutta la collettività, lo sgomento ed il cordoglio di un popolo. Credo, ribadisco, che abbiamo dato tanto, e mi sento di esprimere liberamente ciò che penso. Ritengo fermamente giuste le ragioni politiche ed umanitarie che hanno portato i nostri militari in Afghanistan e fino ad oggi le ho condivise. Ora però basta". (Ansa)

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