Napoletani scomparsi in Messico, l'avvocato: "Verità più vicina"

Ieri lunga udienza nel processo che vede imputati i 4 poliziotti che hanno ceduto - per 43 euro - i tre napoletani a una banda criminale. L'avvocato: "Ora una spinta decisiva verso la verità"

Una lunghissima udienza in due scaglioni, durata oltre 10 ore - e che riprenderà anche oggi - ha visto sul banco degli imputati i quattro poliziotti messicani arrestati per la sparizione di Antonio Russo, Raffaele Russo e Vincenzo Cimmino, i tre napoletani dei quali non si hanno più notizie dal gennaio 2018. L'avvocato delle famiglie Russo-Cimmino Claudio Falleti ha fatto sapere che "il connubio tra l'attività internazionale svolta dallo studio e il processo in piedi in Messico darà una spinta alla ricerca della verità che i miei assistiti meritano". 

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Napoletani scomparsi in Messico: "Abbiamo speranze di ritrovarli vivi"

Le ultime notizie processuali parlano di un imminente rinvio a giudizio dei poliziotti. Gli agenti hanno ammesso di aver ceduto i tre napoletani, dopo averli arrestati, a una banda criminale messicana, accettando un compenso equivalente a 43 euro. Questo il prezzo che avrebbe avuto la libertà dei tre napoletani. Ora si cerca, faticosamente, di arrivare a queste figure di raccordo tra la polizia messicana (e i loro rami più corrotti) e il crimine organizzato. 

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