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Medico napoletano morto di Covid, la lettera a Mattarella prima del decesso: "Non è giusto nessun risarcimento"

Mario Avano di Napoli è scomparso il 21 dicembre. Era stato dimesso dall'ospedale e sembrava stesse recuperando quando è sopraggiunto il decesso

Mario Avano, medico di Napoli colpito dal Coronavirus, residente a Barra, è morto il 21 dicembre. Mentre era in convalescenza dopo le dimissioni dall'ospedale aveva scritto una lettera a Mattarella qualche giorno prima di morire: "Sono un medico di medicina generale che dal 24/10/2020 si è ammalato di Covid-19, sono stato ricoverato in ospedale dal 01/11/2020 al 28/11/2020 per una polmonite interstiziale bilaterale, nella mia stanza c'erano altri tre sanitari affetti dallo stesso problema. Presidente, da lavoratore, da professionista, Le chiedo se è possibile che ad un operatore sanitario che si contagia di una malattia, perché opera contro tale malattia gli venga detto che il suo male non è da considerarsi infortunio sul lavoro, e, pertanto non ci sarà alcun risarcimento per i danni subiti. Non credo che questo sia giustizia per una categoria così esposta, e così poco tutelata da chi ne aveva il dovere".

Ha reso nota ai media la lettera scritta da Avano il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli e segretario nazionale della Federazione italiana dei Medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, sulla chat dei 106 presidenti degli Ordini territoriali.

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