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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Pozzuoli

Medici senza vaccino sospesi, la Cisl: "Riassegnarli ad altri servizi"

Lettera del sindacato all'Asl Napoli 2 Nord, dopo la 'punizione' al personale no-vax: "La ricollocazione è prevista dal decreto e va applicata. Unica strada per uscire dalla pandemia è l'immunizzazione, ma non dimentichiamoci che questi lavoratori sono anche padri e madri di famiglia"

Nessun avallo a teorie no-vax, ma la richiesta ferma di ricollocare il personale sospeso perché non vaccinato ad altre mansioni. La Cisl scende in campo pochi giorni dopo la decisione dell'Asl Napoli 2 Nord di fermare i 23 lavoratori tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari, che avendo deciso di non aderire alla campagna vaccianale sono considerati pericolosi per colleghi e pazienti. Con questo provvedimento, che congela anche gli stipendi, l'Azienda ha seguito quanto disposto dal decreto governativo 44 di aprile 2021.

La sua applicazione, però, non ha convinto il sindacato: "Siamo sicuri che il vaccino sia l'unica via d'uscita dalla pandemia - si legge nella nota firmata dai delegati anziendali di Cisl Fp - Ma non possiamo non notare che ci sia stata una mancata applicazione del decreto governativo dello scorso aprile. Se da un lato, il decreto recita che '...la vaccinazione rappresenta requisito essenziale per l'esercizio della professione', dall'altro obbliga l'azienda a '...adibire il lavoratore, lì dove possibile, ad altre mansioni, anche inferiori, che non rappresentino un rischio per la diffusione del contagio'. Per questo motivo, La Flp Uil chiederà la riassegnazione di questi dipendenti ad altri servizi"

La preoccupazione è per la sopravvivenza dei lavoratori: "Non percependo stipendio, si troveranno in difficoltà. Noi non giudichiamo gli altri, crediamo solo nella giustizia sociale e nel rispetto degli esseri umani".  

La replica dell'Asl

Non si è fatta attendere la risposta dell'azienda, che rigetta gli appunti della Cisl: "L'azione di sospensione dei colleghi non vaccinati, è stata avviata a seguito di un preciso e inequivocabile dettato normativo. Successivamente, viste le loro posizioni, abbiamo chiesto ai Direttori delle Mncrostrutrure presso cui sono incardinati se vi fossero servizi presso cui potevano lavorare senza entrare in contatto coi pazienti e senza interagire direttamente coi propri colleghi. Anche questa verifica ha determinato un esito negativo. A seguito di questo iter, alla luce della normativa, abbiamo ritenuto di dover assumere la decisione della sospensione dal servizio dei nostri colleghi. Resta ferma l'impegno di quest'Azienda di garantire la loro reimmissione in servizio non appena comunicheranno ravvenura vaccinazione o non appena terminerà lo stato di emergenza determinato dalla pandemia"

La Cisl Fp ha comunicato che procederà a ulteriori accertamenti per determinare se davvero si siano battute tutte le strade per evitare la sospensione dei 23 lavoratori.

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