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L'allarme dei medici di base: "A Napoli ne mancano 150. Impossibile assistere i pazienti"

La denuncia dell'associazione Medici senza carriere: "La Regione è ferma alle graduatorie del 2018. Ci sono 1.400 dottori pronti a entrare in servizio"

 

A Napoli mancano 150 medici di famiglia, 350 se si esamina tutta la Campania. Una mancanza non attribuibile alla scarsità di materiale umano visto che ci sono circa 2mila camici bianchi pronti a diventare medici di medicina generale dall'oggi al domani. "La spiegazione è da ricercare nei ritardi delle Asl e della Regione Campania nell'attivare le graduatorie. - spiega Salvatore Caiazza, responsabile dell'associazione Medici senza carriere - Siamo fermi al 2018, non sono stati sostituiti i medici che sono andati in pensione in questi due anni e capita che alcuni colleghi siano costretti a seguire 1.800-2mila pazienti quando il contratto di lavoro ne consente fino a 1575". 

L'effetto domino è lampante, soprattutto in tempi di emergenza sanitaria. Se i camici bianchi hanno troppi pazienti non riescono a soddisfare le richieste di tutti. Chi non trova una risposta nel suo medico di base finisce per affollare i pronto soccorso: "Il reclutamento è semplice - prosegue Caiazza - Un'Asl, partendo dai dati Istat sulla popolazione del proprio territorio, deve assegnare un medico di base ogni 1.300 pazienti circa. Per questo motivo, non è chiaro perché gli ambiti non vengano assegnati. La pandemia ha acuito il problema perché tra medici che hanno scelto di andare in pensione prima, contagiati e deceduti, il deficit è cresciuto. E nel 2021 rischiamo che il quadro sia ancora peggiore perché, soprattutto a Napoli, l'età media è molto alta e molti dottori andranno in pensione". 

Un'emergenza nell'emergenza che pone più di un dubbio sulla possibilità per i medici di famiglia di assolvere i compiti sempre crescenti in questa emergenza: vaccini, tamponi, visite ai contagiati. "Non sono preocupato di dover effettuare i test antigenici - conclude Caiazza - ma per la mole di lavoro cui siamo sottoposti dovrei farli di notte". 

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