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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Mafia

Saviano: “Matteo Messina Denaro è un re e resta tale anche in carcere”

Lo scrittore ha ricostruito durante una diretta social le dinamiche di potere all'interno di Cosa Nostra

"Messina Denaro è un re, Cosa nostra per suo statuto interno elegge un re. Riina è morto sovrano, in carcere ma morto sovrano. Riina muore capo, Provenzano muore capo. Messina Denaro è stato arrestato come capo di una organizzazione in affanno". Con queste parole Roberto Saviano ha ricostruito la storia e l'arresto di Mattia Messina Denaro nel corso di una lunga diretta Instagram. Tante le domande degli utenti a cui ha risposto nel corso di quasi un'ora di racconto. Ecco tutte le domande a cui ha risposto e le considerazioni dello scrittore nel corso della diretta.

 "Non ha mentito sulla sua identità al momento dell'arresto perchè aveva capito che era finita e non voleva fare una figuraccia. Non poteva scappare all'arresto. È da sempre tradizione, hanno regole precise. Parlerà? Chi lo sa. Non subito e forse dirà un pezzettino di verità. Lo Stato è debole e ti considera pentito anche se scopre solo un pezzettino. Mi fido poco della situazione". Il suo successore? "In questo momento è ancora re e se non si pente lo resterà. Sono diversi i nomi dei possibili eredi. C'è prima di tutto Giovanni Motisi, siciliano di Palermo del '59 che da anni si sente capo di Cosa Nostra, ha partecipato ai grandi eventi criminali corleonesi, latitante dal 1998. Killer e quindi uomo che ha la qualità del capo, uccidere ma gestire forse no. Sarà probabilmente il vice re ma difficile il re, un re paragonabile ai precedenti". Che gli chiederei se lo incontrassi? "Se si era immaginato la sua vita così, dal primo omicidio a sovrano di Cosa Nostra. Quando è stato arrestato ho provato una sensazione strana, mi ha colpito ad un certo punto la scena che ho raccontato nel romanzo quando arrivano a Roma e sono tutti impacciati".

"Lui era destinato ad essere erede di suo padre - racconta ancora Saviano che sarà ospite di Marco Damilano stasera a Il cavallo e la torre - ma gli capita di essere giovane in una fase precisa della storia di Cosa nostra, quando i corleonesi danno una grande spallata ai palermitani. Diventa il braccio destro di Riina, Cosa nostra ad un certo punto coincide con i corleonesi. Fanno un colpo di stato interno in nome dei principi traditi dei palermitani che stanno iniziando ad avere un ruolo politico, vogliono essere imprenditori. Inizia la grande strage e qui Mattia Messina Denaro è fondamentale. Fa i primi omicidi diciottenne ed esce dalla faida, uomo d'onore e assassino. Si accredita come figura valida. La mafia di quegli anni impedisce anche le parole, solo il pronunciare il nome di un mafioso è punito con la morte: oggi non è più assolutamente così. Era ossessione. Lui uccide un albergatore per questo. Riina lo considera particolarmente affidabile, è il capo perfetto, testa economica e testa militare insieme". "Denaro è l'uomo che dopo via D'Amelio e Capaci sostiene Riina nell'andare avanti: 'le bombe vanno messe'. Cambia il passo della sua carriera sposando la linea stragista", spiega ancora Roberto Saviano. Nel 1991 è tra quelli mandati a Roma nella "Super Cosa per mettere paura alle persone. Pedinano Costanzo poi dicono che non possono fare nulla scambiando la scorta di Scotti per quella del giornalista. Fanno molti errori perchè devono fare tutto molto in fretta e fuori del loro territorio non sono capaci. Quando ci sono le stragi molti hanno dei ripensamenti e pentimenti perchè non pensavano la loro pratica mafiosa così. Questo da' molto fastidio a Messina Denaro. Cedono perchè non gli appartiene quel modo di essere mafiosi, così sanguinari".

"Giravano voci sull'arresto? Quando arrestano boss tutti lo sapevano, come per la nazionale. Quello che si ipotizzava è che fosse malato. Da giorni sapevano dov'era, cosa faceva, che aveva l'appuntamento all'ospedale. Lo hanno detto probabilmente al ministro Piantedosi che per intestarsi questa vittoria nella foga ha rischiato di far saltare tutto dicendo 'vorrei essere il ministro che arresta Mattia Messina Denaro', cosa pericolosissima. Forse è messo male". Si è consegnato? Ha fatto uno scambio in cambio di clemenza sull'ergastolo ostativo? "Sono tutte congetture, suggestive ma personalmente credo che l'ergastolo ostativo sia contrario alla nostra costituzione, che vede la prigione per riabilitare una persona". Lo hanno seguito nel covo? "Non sappiamo molte cose. Devono dirlo ma forse non lo diranno". Consegnato dai suoi capi? "Tutto è possibile. Le trame sono infinite". L'agenda rossa ce l'ha lui? "Credo che quella storia non la sapremo mai". Ma "sappiate che qualunque esito avrà questo arresto, le organizzazioni criminali sono l'economia più florida dello stato italiano". 

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