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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca

Morte Mario Paciolla, i genitori scrivono al presidente colombiano Petro

La missiva di Anna e Pino Paciolla affinché il presidente colombiano possa dare il suo contributo perché si arrivi alla verità su quanto accaduto

"Ci appelliamo a Lei e a tutto il popolo colombiano che ha voluto bene a Mario affinché si possa giungere presto alla Verità per dare Onore ad un ragazzo partito da lontano per mettersi a disposizione della Vostra causa di giustizia e pace sociale". I genitori di Mario Paciolla, il ragazzo morto in Colombia il 15 luglio 2020 in circostanze mai chiarite (qui la nostra ricostruzione della vicenda), hanno inviato una lettera a Gustavo Pietro Urrego affinché dia il suo contributo perché si arrivi alla verità su quanto accaduto.

La missiva inizia così: "Egregio Presidente della Repubblica di Colombia, Dottor Gustavo Petro Urrego, Per prima cosa ci complimentiamo con Lei per il suo successo politico: la Colombia ha bisogno di pace e di uguaglianza sociale e noi confidiamo che le Sue scelte andranno in questa direzione. Siamo due genitori affranti dal dolore per la morte del loro figlio Mario Paciolla avvenuta in Colombia due anni fa".

"Sappiamo che - proseguono i genitori di Mario - nella Sua terra molti piangono per le ingiustizie e per le violenze perpetrate in un conflitto storico che ci auguriamo con Lei abbia finalmente fine. Mario ha creduto sempre e si speso è per la pace. Mario era un professionista serio e competente, un po’ sognatore ma nello stesso tempo pragmatico e sempre con i piedi per terra, leale, con valori di giustizia e di rispetto sempre dei diritti umani, con un occhio di riguardo per i più deboli".

"Nostro figlio Mario era partito per la Colombia nel 2016 con le Brigate di Pace, nel 2018 era entrato a fare parte dell’ONU, in qualità di cooperante, osservatore in una missione di verifica sugli accordi di pace - vanno avanti gli autori della lettera - Nostro figlio è rientrato in Italia il 15 luglio 2020 in una bara. E ad oggi non abbiamo verità né giustizia sulle circostanze della sua morte. Tutto questo Signor Presidente è insopportabile. Mario amava la vita, mai avrebbe pensato ad un gesto autolesivo, con un biglietto in tasca di rientro a Napoli, la sua città, e una valigia pronta per la partenza. Noi genitori e chi lo ha conosciuto mai abbiamo creduto a questa versione: noi crediamo che Mario sia stato ucciso proprio in quella terra che amava tanto e per la quale tanto si era impegnato. Mario amava la Colombia la sua complessità storica, il suo popolo, e lavorando nei Vostri luoghi ha creduto veramente, con le sue competenze professionali e la sua passione, di poter contribuire alla buona riuscita dei processi di pace che tanto aveva studiato ed analizzato".

"Ci appelliamo a Lei e a tutto il popolo colombiano che ha voluto bene a Mario affinché si possa giungere presto alla Verità per dare Onore ad un ragazzo partito da lontano per mettersi a disposizione della Vostra causa di giustizia e pace sociale - vanno avanti - Oggi abbiamo la speranza di un cambiamento, pertanto, col cuore in mano, Le chiediamo di affiancarci in questo doloroso percorso di Verità per Mario, per dare speranza anche ai cittadini colombiani che credono ancora nella Giustizia e ai tanti cooperanti che arrivano in Colombia per aiutare le persone senza voce ed ai quali è necessario garantire l’assoluta incolumità: sono giovani che veramente credono e si adoperano per un mondo migliore".

"Siamo sicuri che nostro figlio sarebbe stato contento della Sua elezione, ci avrebbe sicuramente raccontato delle nuove speranze di cambiamento del popolo colombiano e della Colombia. Mario, che ha sacrificato la propria vita per portare il suo contributo di pace nel Vostro Paese, merita una verità reale, di più: gli è dovuta. Confidando che ascolterà questo nostro appello accorato e che vorrà aiutarci a restituire dignità a nostro figlio, Le chiediamo di farsi garante dell’impegno di tutte le istituzioni del Suo Paese ad ottenere Verità e Giustizia. Siamo certi che lo farà". "Con i migliori saluti e l’augurio di un buon lavoro - è la conclusione della lettera - Anna e Pino Paciolla, i genitori di Mario, costruttore di Pace".

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