Morte Mario Paciolla, indagati quattro agenti della polizia locale colombiana

Avrebbero permesso ad un'Unità delle Nazioni Unite di portar via effetti personali del ragazzo morto dal suo appartamento, dov'è stato ritrovato il corpo

(Ansa)

Quattro agenti delle forze dell'ordine colombiane sarebbero finiti sotto inchiesta per il caso di Mario Paciolla, il 33enne partenopeo trovato morto lo scorso 15 luglio nel paese sudamericano. È il noto quotidiano El Espectador, che segue da vicino il caso, a riportarlo.
Il collaboratore delle Nazioni Unite – lavorava ad un progetto di pace tra ex guerriglieri Farc e lo Stato – si trovava a San Vicente de Caguan. È stato trovato impiccato, con ferite da lama sul corpo. I quattro uomini della polizia locale pare abbino permesso, ad alcuni funzionari dell’Unità indagini speciali del dipartimento Salvaguardia e Sicurezza delle Nazioni Unite, di portare via dall'appartamento degli effetti personali del ragazzo.

Perché lo avrebbero fatto?”, è la domanda che si è posto il senatore Sandro Ruotolo, il quale ha sollecitato un intervento del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. I genitori della vittima intanto sottolineano attraverso i loro legali Alessandra Ballerini e Emanuela Motta che vogliono la verità. Non può essere stato un suicidio, Mario non l'avrebbe mai fatto, “per il suo grande ottimismo, per la sua voglia smodata di amore per la vita, per l’attaccamento alla famiglia, agli amici, alla sua città. E per i progetti che con noi aveva fatto per il suo ritorno a Napoli: stava studiando il francese per poi prendere qui il titolo per l’insegnamento”.

Quattro giorni prima di morire, Mario ebbe una videochiamata con i suoi. “Chiamò a un orario insolito. Era preoccupato per alcuni dissapori nati con l’organizzazione, ci raccontò di aver discusso con alcuni colleghi e ci annunciò di volere rientrare subito in Italia, aveva molta fretta di uscire dalla Colombia e ci disse di voler chiudere definitivamente con l’Onu”. Si sentirono tutti i giorni successivi, col 33enne sempre più preoccupato, “a tratti impaurito”. Il 14 spiego loro di “aver ricevuto la documentazione necessaria per partire e in quella stessa notte aveva acquistato un biglietto per Parigi per il giorno 20”. Un aereo che il ragazzo non avrebbe mai potuto prendere.

Di Maio, Fico, de Magistris. Tutti hanno promesso ai familiari del 33enne che faranno di tutto per potergli rendere giustizia. “È l'unica cosa che desideriamo”, fanno sapere i genitori.

La morte di Mario Paciolla

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