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Foto Ansa

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Precipitata per scampare all'incendio: chi era Marina, la 57enne ucraina che ha perso la vita

Donna-soldato che aveva combattuto anche nell'Armata Rossa, si trovava in città per curare un'artrosi. Il racconto della sua compagna di stanza nel "palazzo degli ucraini"

Si chiamava Marina la donna ucraina morta ieri nella tragedia del borgo di Sant'Antonio Abate, nel centro cittadino. La 57enne che ha perso la vita cadendo dalla ringhiera di un balcone al terzo piano, cui si stava tenendo per sfuggire ad un incendio, viveva nella “casa degli ucraini”. Un luogo utilizzato come appoggio da suoi connazionali in attesa di sistemazione.

Non era venuta a vivere in città, ma – come riportato dal Mattino – si trovava a Napoli per curarsi. Dietro il consiglio di un'amica, cercava un medico che potesse curarle un'artrosi che non le stava dando tregua. Marina era un soldato, aveva partecipato a quattro guerre. Prima nell'Armata Rossa, poi nell'esercito dell'Ucraina dopo lo scioglimento dell'Urss, fino ad ottenere i gradi di capitano.

La tragedia di vico Giustiniani

Non si sa se avesse figli o un compagno. Molto discreta, Marina non amava parlare di sé, era piuttosto sempre pronta nell'ascoltare le persone. L'amica che l'aveva convinta a venire a Napoli si trovava in stanza con lei quando è avvenuta la tragedia. Non si dà pace, si ritiene responsabile di quanto accaduto. Quando partì per l'Italia, 18 anni fa, affidò i suoi quattro figli proprio a Marina. Badò a loro “con la cura, la passione e l’amore di una mamma".

In quei drammatici momenti dell'incendio lei è riuscita a coprirsi di asciugamani bagnati e a scavalcare le fiamme, la 57enne invece si è fatta prendere dal panico. È fuggita verso il balcone, dove pensava di potersi salvare.

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