Cronaca

Maria Licciardi davanti al Gip: "Lady Camorra" si avvale della facoltà di non rispondere

La difesa di Maria Licciardi è stata oggi garantita, nell'udienza di convalida del fermo, dall'avvocato Eduardo Cardillo. Che spiega: "Abbiamo avuto troppo poco tempo per leggere gli atti"

Nel giorno dell'udienza di convalida del fermo, che si è tenuta oggi, Maria Licciardi si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il boss dell'Alleanza di Secondigliano, la cosiddetta "Lady Camorra", è stata bloccata all'alba di sabato nell'aeroporto romano di Ciampino mentre era in partenza per Malaga. I carabinieri del Ros nell'occasione le hanno notificato un decreto di fermo emesso dalla Procura di Napoli che ipotizza nei suoi confronti i reati di associazione a delinquere di tipo camorristico, estorsione, ricettazione di denaro di provenienza illecita e turbativa d'asta, tutti aggravati dalla finalità mafiose.

La donna, 70 anni, era stata collegata alle 10 in videoconferenza dalla casa circondariale di Roma-Rebibbia con l'aula di udienza del Gip del Tribunale di Roma. Il giudice ha convalidato il fermo.

Una precedente inchiesta a carico di Licciardi era finita con un nulla di fatto. Laddove la Dda di Napoli le contestava lo stesso ruolo di vertice nell'Alleanza di Secondigliano (allora dal 2009 al 2016, adesso dal 2016 a oggi), il suo avvocato del tempo ottenne prima l'annullamento della ordinanza di custodia cautelare (mentre lei era latitante) e poi anche l'archiviazione di tutte le accuse.

La difesa di Maria Licciardi è stata garantita oggi dall'avvocato Eduardo Cardillo, e non dal penalista Dario Vannetiello che intanto ha iniziato ad accettare solo incarichi di difesa dinnanzi ai Supremi Giudici della Corte di Cassazione.

"Poco tempo per leggere gli atti"

"Abbiamo scelto di avvalerci della facoltà di non rispondere semplicemente perché non abbiamo avuto tempo sufficiente per leggere il corposo fascicolo che siamo riusciti ad acquisire, con non poche difficoltà, solo nel primo pomeriggio di ieri", ha commentato il penalista Edoardo Cardillo. "Ritengo insussistente, quasi una forzatura, il pericolo di fuga - continua l'avvocato Cardillo - basato esclusivamente sulla circostanza che la signora Licciardi non è stata trovata in possesso di un biglietto di ritorno in Italia".

Il sostegno ad un candidato alle Regionali

A quanto pare Maria Licciardi avrebbe fornito sostegno elettorale a un politico candidato alle ultime elezioni regionali in Campania del 24 e 25 settembre 2020. Ad ipotizzarlo sono gli inquirenti del Ros e della Dda di Napoli sulla base di una recentissima intercettazione. "È arrivato a 2100... però in tutta la Campania... 2100 voti" dice un uomo ritenuto legato al clan Mallardo, fedele alleato dei Licciardi, nel corso di un incontro svoltosi il 29 giugno nell'abitazione della boss.

Dal colloquio si evince che l'uomo del clan alleato, proprio su richiesta della Licciardi, aveva fornito il suo aiutoal politico che però non era riuscito ad essere eletto. La cosa non ha reso "Lady Camorra" emtusiasta.  "Ci volevano 2500... e loro non sono arrivati nemmeno a...erano 900", dice a proposito dei voti non arrivati. Non è emerso al momento il nome del politico.

Un "tradimento familiare" risolto in prima persona nel sangue

Un'altra vicenda emersa su Licciardi riguarda la compagna della nipote. Questa si sarebbe appropriata di 450mila euro e lei, Lady Camorra, prima l'ha accoltellata due volte, poi l'ha costretta a lasciare Napoli dopo la restituzione del denaro.  

Le intercettazioni sulla vicenda sono del 15 marzo scorso, ottenute grazie a "cimici" sistemate nell'abitazione della donna boss. Maria Licciardi si fece accompagnare a casa della fidanzata della nipote: prima la accoltellò a una gamba e a un braccio, e poi la minacciò pesantemente ("...attacco i nipoti tuoi dietro alla macchina e ti faccio piangere senza mazzate..."), per costringerla a riconsegnare l'ingente somma e a lasciare la città.

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