Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca San Giovanni a Teduccio

Il mare negato di Napoli Est, tra scarichi fognari e spiagge da bonificare

Ad aprile il Comune ha annunciato la balneabilità di un piccolo tratto di costa, ma il resto del litorale continua a essere devastato dall'inquinamento

Il 26 aprile 2024, il Comune di Napoli ha annunciato che il mare di Napoli Est tornava balneabile. Una notizia che ha entusiasmato molti cittadini che, non potendosi permettere ferie né gite fuori porta, vedono nel mare sotto casa l'unica occasione di svago estivo. Però, l'annuncio ha anche preoccupato alcuni perché a San Giovanni a Teduccio esistono ancora otto scarichi che riversano in mare i liquami fognari. In verità, il tratto di mare reso balneabile è molto piccolo. Si tratta di circa 400 metri partendo dal Museo di Pietrarsa in direzione Napoli. In questo lembo di litorale si trovano due micro-spiagge di pochi metri quadrati, definite spiagge di Pietrarsa. Desta perplessità che l'acqua della vicina spiaggia di San Giovanni, distante un centinaio di metri dal punto indicato come balneabile, sia invece interdetta. 

Il miracolo della balneazione

Alcuni cittadini fanno notare che in tutte le comunicazioni ufficiali, fino al 4 aprile 2024, il tratto "Pietrarsa" era dato per non balneabile. Un dato riscontrabile sia sul sito dell'Arpa Campania (foto in basso), l'ente regionale predisposto alle analisi delle acque, che nella delibera comunale del 4 aprile, firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, in cui venivano indicato i tratti di mare balneabili e non. 

La mappa Arpac della balneabilità prima del 26 aprile 2024

"Improvvisamente - racconta Vincenzo Morreale, storico attivista di San Giovanni a Teduccio - il 26 aprile, con un comunicato stampa riportato da tutti i giornali, il Comune annuncia che il mare è tornato balneabile. Come è stato possibile se fino a pochi giorni prima tutti davano quell'area come interdetta?". 

Lo abbiamo chiesto all'Arpac, ci ha risposto Giuseppe Onorati, responsabile dell'Unità operativa Mare dell'Ente: "E' stato effettuato un prelievo in data 23 aprile (foto in basso) nel quale sono stati riscontrati dati nella norma di colibatteri fecali. In realtà, monitoravamo quella zona da tempo e abbiamo potuto osservare il lento ma progressivo cambiamento, fino a poterla dichiarare balneabile. Le analisi sono state ripetute il 28 maggio e il risultato è stato confermato". Come è possibile vedere sul sito dell'Arpac, i due valori monitorati, enterococchi ed escherichia coli, sono ampiamente nel range consentito (la concentrazione massima è 500 in 100 millilitri). 

Prelievi aprac 23 aprile 2024

Un dato che ha spinto il Comune a eliminare il divieto di balneazione. Consultanto la mappa interattiva di Arpac, il tratto Pietrarsa non è più rosso, ma bianco. "Vuol dire - prosegue Onorati - che l'area è balneabile, ma che prima di avere una classificazione sarà sottoposta a due anni di controlli. La classificazione, quindi, arriverà nel 2026". 

 tratto mare balneabile aprac

La decisione ha spinto molti cittadini a riversarsi a mare anche in quelle zone che ancora oggi sono fortemente inquinate. Tra queste, la vicina spiaggia di San Giovanni, distante dal tratto Pietrarsa soltanto 500 metri, senza alcuna barriera fisica naturale o artificiale a separare le acque. "È difficile credere - afferma Morreale - che guardando a sinistra il mare possa essere buono e guardando a destra invece non lo sia. Anche perché a pochi metri c'è il collettore San Nicandro: un fiume di liquami continuo. Il comune dovrebbe chiarire alcuni punti". 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Francesco Maranta, portavoce del Forum dei diritti: "Parlare di mare balneabile è una truffa che mette a rischio la salute dei cittadini. Se accettiamo ciò che ci dicono, dobbiamo pensare che in acqua non ci siano le correnti che portano i liquami da un lato all'altro. Forse sarebbe più lecito pensare che soltanto per una casualità il giorno in cui l'Arpac ha fatto i prelievi l'acqua era pulita?".

Secondo Arpac non c'è nulla di strano: "non è l'unico caso in cui spiagge vicine sono valutate diversamente, questo perché quando i colibatteri fecali arrivano in mare sì diluiscono rapidamente visto che non è il loro habitat. Quindi anche qualche centinaio di metri può fare la differenza. Non è assolutamente un caso il fatto che il tratto Pietrarsa sia risultato pulito perché noi monitoriamo lo storico".

Otto collettori fognari

ABC, la società del Comune che gestisce gli impianti, ci ha fatto sapere che la qualità dell'acqua potrebbe essere migliorata anche grazie ai lavori sulla rete realizzati negli ultimi mesi. Lavori che stanno proseguendo anche sugli alvei Pollena e Ottaviano con l'obiettivo di aumentare la portata d'acqua trasportata al depuratore di Napoli Est per poi arrivare a mare pulita. 

La mappa degli scarichi di Napoli Est-2

La preoccupazione dei cittadini, però, resta. Soprattutto in considerazione del fatto che a San Giovanni a Teduccio sono ancora in funzione otto scarichi fognari (in alto la mappa degli scarichi). "Il problema non è risolto - prosegue Francesco Maranta, portavoce del Forum dei Diritti - Storicamente siamo in una zona devastata dall'inquinamento e dalle industrie. Basta passeggiare sulla costa per vedere chiazze e macchie marroni. La Magistratura dovrebbe indagare e punire chi inquina". Anche gli arenili non se la passano meglio. "Ci sono porzioni di spiaggia interdette perché attendono una bonifica da tempo. Per ora sono solo recintate" precisa Enzo Morreale.

Come se non bastasse, il litorale di San Giovanni è in buona parte occupato dai resti della Corradini, un'antica fabbrica in rovina. Di fronte a questo scempio, la balneabilità di pochi metri di mare, con tutti i dubbi che abbiamo descritto, non può rappresentare che un punto di partenza. Ma Napoli Est attende ben altre notizie. "Da 50 anni aspettiamo le bonifiche - conclude Morreale - ormai siamo diventati vecchi".

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