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San Giovanni, marcia anticamorra: "Dalle istituzioni nessuna azione concreta"

 

Un mese e una settimana dopo l'omicidio davanti alla scuola Vittorino Da Feltre, San Giovanni a Teduccio torna in strada per dire ancora una volta 'no' alla camorra. Centinaia di persone tra studenti, genitori ed esponenti di associazioni hanno percorso le strade dei rioni Villa e Pazzigno, tra i più degradati dell'intera periferia partenopea e dilaniati dalla faida di camorra tra Rinaldi e Mazzarella. 

'Io non ci sto', questo il titolo della marcia giunta al secondo anno, ha visto la partecipazione anche di diversi rappresentanti istituzionali. Dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris al presidente della Commissione Antimafia alla Camera Nicola Morra. Per quest'ultimo "...la presenza numerosa è molto importante, ma fa effetto che tante persone ci abbiano osservato dai balconi con incredulità. In zone come questa non si può tenere conto della spending review, siamo di fronte a un territorio malato che necessita di cure". 

Ma dai cittadini arriva un messaggio chiaro ai politici: "Dal giorno dell'omicidio ci sono state molte visite - afferma Pasquale Leone di Libera - ma nulla è stato fatto in termini di azioni concrete. Ci vuole un piano d'intervento sistemico, che fino a oggi non si è visto". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il parroco del Rione Villa, Modesto Bravaccino, in prima linea nella lotta per la legalità nel quartiere: "Questi cittadini sono stati abbandonati per molti anni. E' normale che alcuni di loro abbiano paura di scendere in stada con noi. Stiamo combattendo una guerra e già siamo contenti di contare oggi più presenze dello scorso anno". 

La marcia è stata organizzata dalla rete associativa Napoli Zeta: "Siamo contenti della presenza delle istituzioni - dichiara Deborah Divertito - ma sarebbe ancora più importante vederle qui domani. Oggi li accogliamo, ma noi preferiamo le azioni concrete alle passerelle". 

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