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La riscossa di un territorio devastato: anche a Marano studenti in piazza

Diverse centinaia di ragazzi hanno sfilato, questa mattina, in corteo per il centro della cittadina a nord di Napoli nonostante il temporale: "I giovani ci sono in questa battaglia, non ci faremo avvelenare ancora"

Sono quelle scene che ridanno speranza ad un territorio: i giovani che prendono coscienza del potere che hanno, dei diritti che hanno e dicono basta alla mortificazione e alla distruzione di un territorio, quel territorio che presto sarà nelle loro mani. E se le consapevolezze sono queste, se gli animini sono questi, allora il futuro dovrà essere per forza migliore.

Diecimila in piazza a Giugliano, cinquemila e più a Casal di Principe, trentamila ieri alla marcia per la vita da Orta di Atella a Caivano e la presenza dei giovani è stata sempre massiccia. Questa mattina, diverse centinaia di studenti si sono riuniti a Marano per un corteo promosso dal locale Collettivo Studenti insieme al Comitato No Inceneritore di Giugliano.
Nemmeno la pioggia battente li ha fermati, hanno aperto gli ombrelli e hanno continuato a sfilare gridando tutta la propria rabbia contro un impianto che contribuirà alla devastazione di un territorio già massacrato. "Chi non lotta ha già perso" è lo slogan centrale della mobilitazione.

Ma non parlano solo per slogan, questi giovani. Quando li intervistiamo ci raccontano con dovizia di particolari perché sono scesi in piazza e perché ritengono pericoloso un inceneritore: sanno cosa sono le polveri sottili e che danno fanno all'organismo umano, sanno che un impianto del genere produce scarti tossici che poi vanno smaltiti in discariche speciali, sanno anche ci sono tecniche alternative più sostenibili per smaltire i rifiuti, ma soprattutto hanno chiaro in testa che le parole d'ordine devono essere: differenziata, riuso, riciclo e riduzione a monte di tutto il materiale superfluo. "Dobbiamo tendere ad un filiera di Rifiuti zero" ci spiegano.

Dai giovani ci si aspetta sempre, in modo pregiudiziale, disinformazione e poco approfondimento, ma questi ragazzi smentiscono il luogo comune.

"I Giovani, in questa importante battaglia, ci sono" ci dicono, "Gli inceneritori sono nocivi per la salute dei cittadini e non risolvono il problema dei rifiuti, anzi ne creano altri pericolosi, ancora di più se devono bruciare ecoballe e se si vogliono costruire in un territorio già fortemente inquinato. Come collettivo studentesco ci siamo organizzati per dare un segnale chiaro alla cittadinanza e alla politica, continueremo a lavorare per questo".

"Chiediamo il ritiro del bando di gara e la bonifica immediata di tutte le aree inquinate" ci spiegano mentre proseguono la marcia con cartelli che in maniera forte esprimono lo stato di esasperazione e la voglia di cambiare le cose: "E il naufragar m'è amaro in questa mexxa", scrivono, 'scippando' con amara e intelligente ironia un noto passo poetico.
Invitano i cittadini che si affacciano ad unirsi al corteo: "Scendete, fatelo per i vostri figli" gridano e poi, quando sfilano sotto i plessi scolastici, dai quali si affacciano gli studenti che non hanno preso parte alla mobilitazione, non fanno sconti: "Venite a protestare anche voi, non siate la vergogna di Marano".

Intanto il corteo prosegue compatto, ancora sotto il temporale, si scioglierà lì dove è partito, a Piazza della Pace. Il prossimo appuntamento, per tutti i cittadini delle province di Napoli e Caserta è ad Aversa, l'8 ottobre, dove una partirà nuova marcia per chiedere il ritiro del bando di gara per la costruzione dell'inceneritore che si concluderà a Giugliano.
 

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