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Stadio San Paolo

Stadio San Paolo

Odissea manto San Paolo: "Serve un nuovo intervento"

A settembre era stato un fungo ad attaccare l'erba dello stadio. Cinque mesi dopo caviglie a rischio, traiettorie imprevedibili. Cavani: "Con un campo così non riesci a fare bel gioco"

A settembre era stato un fungo ad attaccare l'erba del San Paolo e a ridurre il prato in condizioni pietose. Una rizollatura organizzata e realizzata a tempo di record dopo la partita con la Fiorentina, in occasione della quale si era gridato allo scandalo, aveva restituito al fondo del terreno di gioco un'aspetto quasi normale, anche se l'impossibilità di risolvere il problema alla radice aveva solo rinviato la resa dei conti. L'intervento fatto era stato solo un palliativo: come passare una mano di vernice su un muro con un intonaco cadente. Sono passati cinque mesi ed ora le magagne sono venute nuovamente fuori. La partita con la Sampdoria è stata disputata su uno strato di sabbia soffice ricoperto da un'erbetta senza radici. Il risultato? Caviglie a rischio, traiettorie imprevedibili, giocate semplicissime diventate improvvisamente passaggi sbilenchi ed incomprensibili.

A fine gara si sono lamentati tutti, in particolare Cannavaro ("Abbiamo fatto un miracolo ad arrivare fino ad oggi con questi punti, giocando su questo campo tutto l'anno") a Cavani ("con un campo così non riesci a fare bel gioco), e molta responsabilità dell'infelice prova della squadra azzurra viene attribuita proprio alle condizioni pietose del campo del San Paolo.


LA LUNGA VICENDA - Tutto nasce dopo il 2010 quando la società di De Laurentiis, con una spesa di 500 mila euro aveva completamente rifatto il manto erboso. L'impianto è di proprietà del Comune di Napoli che però non é in condizione di provvedere alla manutenzione e la società, nell'ambito degli accordi con il Comune, si era accollato l'onore dell'intervento. Le cose cominciamo a complicarsi quando nascono problemi tra il Calcio Napoli e la ditta incaricata degli interventi. Il resto lo fa l'inchiesta che porta alla scoperta della presenza del latitante figlio del boss della camorra Lorusso a bordo campo con indosso un giubbino degli incaricati della manutenzione del manto erboso. Le estreme condizioni climatiche estive, infine, danno un colpo definitivo all'erba. Dopo la rizollatura, seguita alla scandalosa partita con la Fiorentina, le condizioni del fondo migliorano, ma non tanto da poter reggere per tutta la stagione. Ed in questo periodo dell'anno, con le piogge continue e l'umidità imperversante, i nodi sono venuti nuovamente al pettine. Il direttore sportivo Bigon oggi, nel dopopartita, ha spiegato che in settimana e comunque prima della gara con la Juventus in programma il primo marzo, sarà nuovamente effettuata una rizollatura parziale del terreno di gioco. Il manto erboso nuovo sarà posizionato nelle zone del campo più malridotte. Ma si tratterà comunque di un palliativo. Si cerca di arrivare fino alla primavera quando, complice un clima più secco, le condizioni dovrebbero complessivamente migliorare. Sarà comunque indispensabile un nuovo intervento radicale alla fine della stagione, con il rifacimento totale del massetto sul quale è poggiata l'erba che attualmente non dà vita all'humus necessario per mantenere le radici in salute. Un lavoro complesso, costoso e soprattutto lungo che non è compatibile con l'utilizzazione dello stadio. Insomma per sperare di rivedere il campo del San Paolo sodo, verdeggiante e finalmente degno di un palcoscenico da serie A occorrerà attendere la prossima stagione agonistica. Al momento più di un'aspirina per rimettere in salute il grande ammalato non è possibile prescrivere. (Ansa)

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