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Ill manifesto censurato (Foto A. Cangiano)

Ill manifesto censurato (Foto A. Cangiano)

Lo spot dei pneumatici è offensivo: scatta l'autocensura

L'agenzia pubblicitaria è corsa ai ripari oscurando la parte sotto accusa: una 'striscia' di pneumatico sul lato B. Ecco il risultato ora visibile in diverse zone della città

Non ha avuto lunga vita la pubblicità, per molti di cattivo gusto, di una nota casa produttrice di pneumatici. Per intenderci, quella spuntata pochi giorni fa in città che mostra una donna in (poca) lingerie appoggiata ad una colonna di copertoni. A spiccare, su tutto, il fondoschiena di lei.

L'agenzia pubblicitaria è infatti corsa ai ripari oscurando la parte sotto accusa. In che modo? Piazzando una 'striscia' di pneumatico sul lato B. Trovata apprezzabile, ma forse neanche il massimo.

LE PUBBLICITA' CHE HANNO FATTO DISCUTERE - A febbraio, ecco spuntare il manifesto pubblicitario che terrorizzò Napoli. Un volto terrificante che per giorni ha fatto discutere. Bambini, cardiopatici e persone particolarmente sensibili non tolleravano il volto agghiacciante comparso sui manifesti affissi in vari quartieri per promuovere un servizio di stampa digitale.

Lo scorso Natale, invece, seni prosperosi in bella vista a Napoli. Merito, o colpa, della campagna pubblicitaria di una nota ditta di bricolage. Lo spot, che intendeva pubblicizzare alberi di Natale in silicone, recitava testualmente: "A casa mia c'è una sola cosa in silicone. L'albero".

E ancora: Castellammare di Stabia sottosopra per una pubblicità troppo sexy lo scorso autunno. A far innervosire don Michele Di Martino, parroco della Chiesa del Carmine, la scelta di una casa di abbigliamento femminile. L'idea: far apparire nella loro campagna una giovane con i seni coperti solo dai lunghi capelli bruni, le parti intime nascoste da una mela. Il corpo, nudo, avvolto dalle spire di un serpente. Per il religioso, il richiamo al personaggio biblico di Eva, la prima donna cacciata dal paradiso terrestre per avere disobbedito al Dio creatore. "Non sono un bacchettone, ma quell'immagine l'ho trovata davvero inappropriata e fastidiosa. Possiamo fare tutti i discorsi educativi che vogliamo, ma se poi quello è il messaggio che una ragazzina si ritrova davanti agli occhi, come la mettiamo?".

Eclatante anche la scelta di una nota casa di moda partenopea che decise di tappezzare i bus e le mura della città con manifesti provocatori. Le modelle ammiccavano e gli slogan mostravano chiari riferimenti alla sfera sessuale e religiosa. Un chiaro esempio: Maddalena in minigonna mozzafiato e sguardo languido. Il suo pensiero: "Faccio la escort e non sono una ragazza facile".

PRIMA

manifesto 1-2

 

DOPO

manifesto 2-2-2

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