Cronaca Piazza del Gesù

Studenti in piazza contro tagli e riforma della scuola: a Napoli è lotta anche al Biocidio

Migliaia oggi i giovani in corteo in tutta Italia: si lotta contro i tagli e l'ipotesi di apprendistato obbligatorio. Nella nostra città la mobilitazione si trasforma anche in momento di battaglia al disastro ambientale

Prima mobilitazione degli studenti in tutta Italia, oggi 4 ottobre 2013.
Anche a Napoli più di 4000 studenti sono scesi in piazza contro la riforma della scuola annunciata dal ministro Carrozza che dovrebbe introdurre l'apprendistato obbligatorio anche nelle scuole superiori.
"Questa riforma non farebbe altro che aumentare le fila della manodopera gratuita nel settore privato - dichiara Ciro, studente del liceo Vico - spacciandola per formazione professionalizzante. Vediamo tutti i giorni come funzionano i tirocini all'università, non sono altro che estorsione di lavoro gratuito e questo, nella crisi, è ancora più inaccettabile."
Dopo il concentramento a Piazza del Gesù, si legge in un comunicato, gli studenti sfilano in corteo diretti verso la Regione, principale responsabile - in Campania - dello stato disastroso dell'edilizia scolastica.
"Lo stato di abbandono delle nostre scuole, i tagli che gravano sul trasporto pubblico causandone un vertigionoso aumento dei costi, negano di fatto a tutti gli studenti" spiega Desiderio, dell'ISIS Livatino.
Non appena il corteo arriva all'altezza di via Roma, più di 500 studenti si staccano dal corteo per portare la propria protesta sotto la sede regionale del Partito Democratico che "non solo è il principale partito di governo e dunque primo responsabile delle politiche di austerity in italia, ma soprattutto responsabile - in oltre vent'anni di amministrazione della città - del sistematico avvelenamento di tutta l'area metropolitana di Napoli dovuto alla gestione criminale dell'emergenza rifiuti".
"Come studenti non possiamo tacere di fronte al biocidio che sta massacrando i territori in cui viviamo, i quartieri in cui andiamo a scuola, le famiglie che sono alle nostre spalle - dichiara Paolo dell'istituto De Nicola - mentre nell'area nord di Napoli e in tutto il casertano si moltiplicano focolai di resistenza contro lo scempio di tutta la ragione, dovuto ai roghi tossici, alle discariche abusive e a quelle legali, ma del tutto illegittime, all'incenerimento dei rifiuti che dovrebbe aumentare a causa del nuovo inceneritore previsto per Giugliano, pensiamo che in una giornata del genere gli studenti medi e universitari debbano prendere parola anche contro questo progetto mortifero che sistematicamente fa morire i nostri fratelli, le nostre sorelle, avvelena la terra su cui viviamo, l'acqua che beviamo, finanche l'aria che respiriamo".
Centinaia di studenti bloccano quindi l'ingresso della sede del partito democratico e aprono uno striscione che dice BIOCIDIO E APPRENDISTATO...NOI VI RIFIUTIAMO!
Il corteo prosegue poi fino alla Regione, continuando il lavoro di comunicazione a tappeto sulle arterie principali del centro storico e annunciando che questo è solo il primo appuntamento di una mobilitazione che continuerà finché la riforma non verrà scongiurata e finché tutti responsabili dell'avvelenamento del territorio non saranno individuati e costretti a pagare per le bonifiche.
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